”Temiamo un peggioramento sul fronte della immigrazione clandestina”. L’allarme lo lancia il ministro degli Esteri della Libia Ashour Bin Khayal al termine dell’incontro con il collega italiano Giulio  Terzi. Il capo della diplomazia libica sottolinea che “per ora la situazione non è così grave ma abbiamo indicatori sul fatto che le cose potrebbero cambiare in peggio”. “Immigrati africani sono giunti fino al confine tra Egitto e Libia – spiega – Per ora non sono grandi numeri ma potrebbero aumentare”, ha aggiunto. “Abbiamo voluto dare un segnale, un avvertimento, sulla questione all’Italia e all’Ue per affrontare questo fenomeno” ribadendo di aver espresso “a Terzi la volontà di una collaborazione perché – ha ricordato – questo fenomeno tocca il mondo e l’Unione Europea”.

Terzi, dal canto suo, chiarisce che quello dell’immigrazione è ”un tema urgente da affrontare in ambito Ue”, tanto che ne parlerà già lunedì a Bruxelles perché “serve un piano”. La questione immigrazione, anche alla luce del nuovo allarme arrivato oggi, deve essere affrontato in ambito europeo affinché siano messi in campo e “finanziati gli strumenti dell’Unione Europea”, ha spiegato Terzi.

“Stiamo collaborando con la Libia affinché le modalità tecniche” dei sistemi di monitoraggio delle frontiere “siano rese efficaci nei tempi e nei programmi” previsti, ha aggiunto ricordando la collaborazione tra l’Italia e la Libia sull’argomento, anche alla luce della recente visita a Tripoli del ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri. Terzi ha poi sottolineato positivamente il fatto che il ministro libico abbia “sollevato questo tema”, a dimostrazione dell’azione di partenariato efficace e di cooperazione tra i due paesi su tutta una serie di settori, tra cui appunto la sicurezza e l’immigrazione.

”L’Italia sostiene con convinzione il processo democratico in Libia”, prosegue Terzi, ma ora “serve un cambio di passo vero nelle relazioni” anche da parte del resto della comunità internazionale”. Dell’incontro di Bruxelles di lunedì si è già detto, ma il ministro degli Esteri aggiunge anche la riunione tra un paio di settimane a New York con il segretario generale Onu, Ban Ki Moon.

“Sarebbe inaccettabile un rallentamento del processo” di stabilizzazione della Libia per il quale “il popolo ha sofferto e combattuto” ha concluso il ministro degli Esteri italiano. “L’Italia è un paese amico ed il nostro principale partner europeo”, gli ha fatto eco il collega libico ricordando che “per questo” ha scelto Roma come primo paese di una sua visita in Europa. “Ancora una volta ringraziamo l’Italia – conclude Bin Khayal – per il sostegno alla nostra rivoluzione e alla fase che stiamo attraversando”.