Chissà perché non sono meravigliato dello strepitoso risultato di Leoluca Orlando a Palermo. Forse perché nell’accompagnarlo all’estero in alcune sue attività editoriali ( ha scritto molti libri di successo in tedesco), ho notato che molti siciliani si avvicinavano per stringergli la mano chiamandolo “sinnacu”. Eppure non lo era più da anni; ma se chiedete in giro tra Germania e Svizzera chi è il Sindaco di Palermo avrete dagli italiani una risposta secca: Leoluca Orlando.

Se lo chiedete a tedeschi o a svizzeri vi risponderanno: Orlando, der Mafiajaeger (il cacciatore di mafiosi). Non so se Orlando sia una delle personalità più conosciute all’estero, ma sono certo che sia il Sindaco più conosciuto all’estero. Quando lo era, ho visto fare a gara per prenotare la sua presenza alle inaugurazioni delle Fiere del Turismo dove con orgoglio gli svizzeri potevano annunciare che Palermo era la Città ospite d’onore e vanto della stessa manifestazione. Ho conosciuto manager di compagnie aeree che facevano a gara per inserire Palermo nelle loro rotte dopo anni di assenza e tour operator che organizzavano educational per far conoscere questa Città “cuore del Mediterraneo” ed il suo Sindaco dalla mente mitteleuropea.

Ho visto compassati sindaci delle maggiori città elvetiche che con Orlando al fianco diventavano come d’incanto simpatici ed umani, fino a ballare con tamburelli siculi per concedersi ai media in un fotogramma insieme al popolare sindaco italiano. Ho visto siciliani da Basilea a Stoccarda, da Zurigo a Monaco accorrere ai convegni in cui era prevista la presenza di Orlando per poterlo abbracciare, o semplicemente salutare; ho visto le loro lacrime quando lo ascoltavano ed i loro sorrisi quando li salutava dicendo loro: ” Se passate da Palermo venitemi a trovare per un caffè a casa”. Ho visto i più famosi giornalisti delle più grandi testate svizzere o tedesche implorare interviste a Leoluca sempre concesse senza filtri o reticenze; nessuna domanda resta senza risposta quando intervisti Orlando, mi dicevano. Ho visto folle nelle sale di Davos che lo aspettavano per conoscere la rinascita siciliana incarnata nelle parole affascinanti di un uomo che nessuno definiva politico, onorevole, ma “il professore”. Ho visto giovani ai concerti di Pippo Pollina o di Etta Scolla, aspettare la pausa, perché allora sarebbe intervenuto Orlando ospite d’onore dei due cantautori siciliani famosissimi all’estero. Ho visto il capo della Polizia dell’aeroporto di Zurigo che ogni volta che Orlando arrivava mi diceva: “Vengo io personalmente a prenderlo”.

Solo a lui riservava il protocollo previsto per i capi di Stato: andavamo con un’auto civetta fin sotto l’aereo di linea per portarlo fuori dall’aereoporto verso la sua meta: questioni di sicurezza? Anche, ma soprattutto questioni di affetto di poliziotti che sanno ben riconoscere gli eroi. Ecco perché a Zurigo e all’estero non ci meravigliamo del suo strepitoso risultato, ma che ci si meravigli di fronte ad esso.

di Massimo Pillera