Prima ha parlato il Presidente uscente: Nicolas Sarkozy ha tirato i remi in barca e si è detto, con un pizzico di vittimismo, responsabile della sconfitta elettorale, fra le urla e le lacrime dei sostenitori. Poi, dinanzi alla sua gente, è intervenutio François Hollande: “La mia vittoria – ha detto – è una speranza per l’Europa”. Invocando poi, per il suo mandato, la realizzazione di “un sogno francese”

“Saro’ il Presidente di tutti” – Sono state queste le parole pronunciate dal nuovo Presidente di Francia, appena arrivato nella piazza principale di Tulle, il capoluogo della Corrèze, la provincia del Centro della Francia, dove, quasi ininterrottamente dal 1988, è stato eletto deputato. Proprio lì il parigino Hollande fu catapultato nell’era Mitterrand dai vertici del Partito socialista per sfidare Jacques Chirac nella sua terra d’origine. “C’è un solo Paese riunito in un unico destino”, ha detto Hollande, aggiungendo: “Troppe rotture, ferite, scontri: tutto questo è finito”, alludendo alla gestione di Sarkozy. Poi ha fatto una promessa: “Alla fine del mio mandato, per capire se ho compiuto il mio dovere, mi chiederò: ho fatto avanzare l’uguaglianza? E ho fatto lm’interesse dei giovani? Saranno queste le mie due priorità: la giustizia sociale e i giovani. L’Europa ci guarda – ha poi affermato, davanti ai sostenitori che lo acclamavano -. E io credo che in molti Paesi ora ci sia una sensazione di sollievo, all’idea che l’austerità non sia più l’unica priorità. E’ questa ormai la mia missione : dare all’Europa una dimensione di crescita. E lo dico a tutti i nostri partner, ma soprattutto alla Germania. E’ un nuovo inizio per l’Europa”.

Sarkozy : “Mi prendo tutte le responsabilità della disfatta” – E’ stato il vinto a parlare per primo. Il Presidente uscente, subito dopo le 20, si è portato dall’Eliseo alla Mutualité, nel cuore di Parigi, dove ha sede l’Ump, il suo partito, di tradizione neogollista. In diretta tv, dinanzi a numerosi giovani sostenitori, ha pronunciato un discorso molto personale, scritto assieme a Claude Guéant, una delle «penne» migliori nella cerchia dei suoi consiglieri. «Ora che mi sto apprestando a ritornare un francese come tutti voi, posso dirvi che l’amore per il mio Paese, in fondo al cuore, è ancora più forte». Stanco, commosso, ha voluto rendere onore alla parte avversa, senza comunque rinunciare a qualche frecciatina: «Quella del Presidente della Repubblica è una scelta democratica – ha detto -. Hollande è il nuovo Presidente della Francia: deve essere rispettato. Ho sofferto molto per il fatto che questa istituzione non sia stata rispettata. Non faremo mai come quelli che ci hanno combattuto».

Anche Ségolène rende onore a Hollande – Da sottolineare : subito dopo le 20, quando gli exit poll ormai davano la vittoria come scontata, su France 2, la maggiore tv pubblica, era subito intervenuta anche Ségolène Royal, già compagna di Hollande, madre dei suoi quattro figli e candidata della sinistra sconfitta da Sarkozy nel 2007: «Dico ai francesi – ha sottolineato, con una buona dose di classe e fairplay, al di là dele passate schermaglie con l’ex compagno – che di Hollande potete fidavi». «La forza di questa campagna è stata l’unità dei socialisti, della sinistra», ha aggiunto, alludendo alle rivalità all’interno del proprio campo, che avevano caratterizzato la sua campagna, cinque anni fa.