11 settembre 2001, è tempo di processo.  Si apre a Guantanamo il  giudizio per i cinque uomini considerati dalle autorità statunitensi gli organizzatori dell’attacco all’America a stelle e strisce. Alla sbarra ci sono Khalid Shaikh Mohammed, l’uomo che si è autoproclamato l’ideatore degli attacchi kamikaze che provocarono quasi 3 mila morti e che avrebbe pianificato il progetto di morte “dalla A alla Z”, Aziz Ali, Walid Muhammad Salih Mubarak Bin Attash, un ex responsabile di Al Qaeda in Arabia Saudita, lo yemenita Ramzi Binalshibh, capo della cellula di Amburgo responsabile delle stragi, e Mustafa Ahmed Adam al-Hawsawi, il cassiere dell’operazione che colpi’ al cuore l’America e l’Occidente. Nove anni dopo il loro arresto, i cinque compariranno davanti al tribunale militare americano della prigione di Guantanamo Bay sull’isola di Cuba. I giudici dovranno cercare di capire se questi uomini, detenuti da anni, sono davvero i carnefici di migliaia di cittadini morti tra New York e Washington.

Quello che viene definito il processo del secolo potrebbe durare a lungo. Le udienze, alle quali assistono decine di giornalisti autorizzati e una decina di familiari delle vittime, saranno ritrasmesse in diretta, anche se è prevista la possibilità di censurare e per questo le immagini andranno circa un minuto dopo in onda; quattro schermi giganti sono stati allestiti in quattro basi militari americane.Tre anni fa l’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva sospeso l’iter per il processo che intendeva spostare in un tribunale penale di New York, ma l’opposizione repubblicana al Congresso lo aveva impedito.

I cinque sono accusati di aver finanziato e addestrato i diciannove dirottatori che hanno portato a termine gli “assalti” con aerei dirottati contro le Torri Gemelle, dove ora c’è Ground zero e sta nascendo la Freedom tower, e contro Pentagono. I kamikaze per colpire il centro militare degli Usa dirottarono l volo United 93 in Pennsylvania, i cui passeggeri tentarono una disperata e coraggiosa rivolta contro i terroristi. I capi d’accusa includono terrorismo, dirottamento di aereo, associazione a delinquere, omicidio in violazione delle leggi di guerra e strage. Dopo le polemiche sul rispetto dei diritti dei detenuti e l’opportunità che questi siano processati da un tribunale militare, i pubblici ministeri Usa cercheranno di dimostrare che il sistema giuridico militare voluto dall’Amministrazione del presidente è rispettoso e onora quelli che sono gli standard internazionali.

Le nuove regole approvate dal Congresso vietano l’uso di prove estorte sotto tortura. Durante tutto il tempo seguito agli attacchi e agli arresti i metodi degli investigatori per far capitolare gli uomini considerati responsabili dell’eccidio sono stati considerati fuorilegge, come per esempio il waterboarding: il continuo tentativo di annegamento in una vasca di prigionieri incappucciati. Il processo viene dopo oltre un decennio dagli attacchi dell’11 settembre e cade nella settimana del primo anniversario dal raid delle squadre speciali che ha portato alla cattura e conseguente uccisione di Osama bin Laden, il 2 maggio 2011, nel compound di Abbottabad, in Pakistan. La cattura dello sceicco del male, del peggior nemico degli Stati Uniti, fu per la presidente Obama il successo più grande. Se dovessero essere giudicati colpevoli, i cinque terroristi rischiano la pena di morte.