Ora c’è anche l’ipotesi rinvio. O forse no. Dopo la presa di posizione della cancelliera tedesca Angela Merkel (che ha minacciato di boicottare gli Europei di calcio in caso di mancata liberazione di Iulia Tymoshenko), oggi è stata la Uefa a infliggere un duro colpo a Ucraina-Polonia 2012. Almeno a leggere quanto dichiarato ma Martin Kallen al quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung. Il direttore operativo dell’Uefa e responsabile in Ucraina dell’organizzazione della manifestazione, infatti, ha detto che “ci sarebbe solo una possibilità”, ovvero quella di “rinviare il torneo ad un altro anno”. Kallen, tuttavia, allo stesso tempo ha escluso l’ipotesi che le partite programmate in Ucraina possano giocarsi in Germania o in altri paesi limitrofi. “Se la situazione diventerà molto pericolosa, gli Europei non si faranno” ha concluso a chiare lettere Kallen, che poi ha aggiunto: “Andiamo lì per organizzare una festa del calcio e niente di più”. Nel pomeriggio, tuttavia, la smentita ufficiale dell’organismo diretto da Michel Platini. “L’Europeo 2012 si giocherà alle date previste in Ucraina. Non è contemplato alcuno slittamento del torneo”: è quanto dichiarato dalla Uefa, che per quanto riguarda le parole di Kallen ha parlato di “malinteso”.

A prescindere dal bailamme di dichiarazioni e smentite, si fa sempre più ingarbugliata, specie dopo le parole pronunciate ieri da Angela Merkel, scesa in campo a favore della leader dell’opposizione ucraina, Iulia Tymoshenko, in carcere nonostante le precarie condizioni di salute. Quando manca un mese al Campionato europeo di calcio che Kiev organizza assieme alla Polonia, la cancelliere tedesca non ha escluso il boicottaggio della manifestazione se l’ex premier ucraino, da dieci giorni in sciopero della fame, non sarà scarcerata. Merkel ha risposto così all’appello della figlia di Timoshenko, Eugenia, che ha esortato la Germania a fare pressioni su Kiev per salvare la vita della madre, “prima che sia troppo tardi” anche alla luce dei pestaggi di cui è stata vittima. Accanto alla Merkel scende in campo anche il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, che, fa sapere la portavoce, non ha intenzione di recarsi in Ucraina durante gli europei di calcio: “Bisogna vedere come evolve la situazione. Situazione che è grave e che solleva particolari preoccupazioni”.

Sul caso intervengono anche due ministri italiani. Il responsabile del dicastero degli Affari Regionali, del Turismo e dello Sport, Piero Gnudi, ricorda che “quando vengono violati i diritti soggettivi e i principi democratici, lo sport non puo’ voltarsi dall’altra parte”. Mentre il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, esprime una “preoccupazione forte”. Riguardo alla posizione assunta dalla Germania Terzi parla di ipotesi “considerata molto seriamente” a Berlino. “Anche tra i grandi Paesi europei ci sono esitazioni a utilizzare l’arma del boicottaggio su eventi sportivi, perché i precedenti che si ricordano sono precedenti pesanti”.

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, infatti ha fatto sapere che è pronta a cancellare la sua prevista partecipazione a Euro 2012 in Ucraina se l’ex premier, in carcere da mesi, non sarà liberata. Inoltre la vicepresidente della Commissione e responsabile europea per la giustizia, Viviane Reding, in una lettera inviata a Michel Platini ha reso noto che declinava l’invito a presenziare alla partita inaugurale – che si giocherà in Polonia l’8 giugno – per le “preoccupazioni” legate alle condizioni della Timoshenko e si è augurata che “altri riflettano sulla opportunità di andare” in Ucraina.

Il gesto della cancelliera, anticipato dal settimanale Spiegel, potrebbe indurre altri ministri tedeschi a fare altrettanto. In un’intervista all’Associated Press, il ministero dell’Interno tedesco, Hans-Peter Friedrich, ha spiegato come molti politici potrebbero cancellare i loro viaggi in Ucraina. Lui stesso, titolare anche per lo Sport, non è detto segua la partita tra Germania e Paesi Bassi che sarà giocata a Charkiv, dove Timoshenko sta scontando una condanna a sette anni per abuso di potere.

I fatti risalgono al 2009. All’epoca in qualità di premier firmò con la Russia un accordo per le forniture di gas senza l’autorizzazione del suo governo e giudicato svantaggioso per l’Ucraina, costato alle casse dello Stato 130 milioni di euro. Lo scorso 19 aprile era stata inoltre nuovamente inquisita per evasione fiscale. L’inchiesta torna indietro nel tempo fino agli anni Novanta, quando Tymoschenko, animatrice nel 2004 della Rivoluzione arancione contro l’influenza russa, era considerata la principessa del gas e di fatto controllava il commercio di metano con Mosca.

Se condannata rischia ulteriori 12 anni di carcere. Il processo è stato rimandato al 21 maggio perché l’ex premier non era presente in aula per motivi di salute. Da mesi soffre infatti di ernia del disco. Le sue condizioni si sono tuttavia aggravate perché fino a gennaio non aveva ricevuto cure adeguate. Secondo i medici tedeschi che l’hanno potuta visitare nelle scorse settimane, Tymoschenko dovrebbe essere trasferita in Germania sia perché mancherebbero nel Paese le attrezzature adeguate sia per la scarsa fiducia dell’ex premier nei medici ucraini, considerata la propria esperienza personale e memore dell’avvelenamento di cui fu vittima il suo ex alleato Viktor Yushchenko, eletto presidente nel 2004 grazie alla mobilitazione arancione.

Venerdì sono inoltre circolate le foto che proverebbero il pestaggio di cui Tymoshenko è stata vittima durante un trasferimento dal carcere all’ospedale per controlli e che mostrano le ferite su braccia e stomaco. Per i familiari e i sostenitori della leader arancione, dietro le accuse e le violenze ci sarebbe il capo di Stato, Viktor Yanukovich, eletto nel 2010 dopo la sconfitta del 2004. Si tratterebbe di un modo per estromettere il suo concorrente più pericoloso prima delle elezioni parlamentari fissate per il prossimo ottobre e per le presidenziali, nel 2015. Non si è fatta attendere la risposta ufficiale di Kiev: “I lividi sul corpo di Iulia Timoshenko non possono risalire alla notte tra il 20 e il 21 aprile, come sostiene la leader dell’opposizione ucraina, e sono stati provocati dall’impatto con degli oggetti solidi e non da percosse” ha detto Vadim Horan, un dirigente della procura regionale di Kharkiv, accusando di fatto l’ex premier di autolesionismo. “Il meccanismo e la localizzazione -sostiene Horan in un’’ntervista televisiva – indicano che questi lividi sono il risultato di pressioni contro oggetti solidi non taglienti o di urti, ma non possono essere stati causati da un pugno allo stomaco, come (Timoshenko) dice”.

In risposta al possibile boicottaggio tedesco il ministro degli Esteri ucraino, Oleg Voloshin, si è augurato oggi che non siano rispolverati metodi da guerra fredda e che lo sport non diventi ostaggio della politica. La pressione internazionale sul governo di Kiev è però in aumento con la Germania che fa da capofila. Già la scorsa settimana il presidente, Joachim Gauck, di cancellare la sua partecipazione a un meeting tra i leader dei Paesi dell’Europa centrale in agenda nell’ex repubblica sovietica a metà maggio. “Gli ucraini sperano di riavvicinarsi all’Europa”, ha spiegato allo Spiegel il pugile e attivista democratico Vitali Klitschko, “Tuttavia stiamo assistendo a un deteriorarsi della situazione politica. Come Timoshenko molti leader dell’opposizione stanno finendo in galera uno dopo l’altro. L’Ucraina si sta trasformando in un Paese sempre più autoritario”.

I governi di Polonia e Ucraina hanno assicurato all’Uefa che “sono state prese le misure necessarie per garantire la sicurezza di tutti i visitatori, dai tifosi ai giocatori”, durante gli Europei del 2012. La Uefa, tuttavia, “ha allertato la delegazione ucraina circa le preoccupazioni sollevate dai politici e dalla stampa europea sulla situazione politica in Ucraina”. “Anche se la Uefa, come organizzazione sportiva, non interferisce in questioni politiche, ha chiesto alla delegazione ucraina di trasmettere tali preoccupazioni alle autorità competenti”. E’ quanto si legge in un comunicato della Federcalcio europea dopo l’incontro odierno a Nyon fra i vertici della Uefa, guidati dal presidente Michel Platini, e quelli di Polonia e Ucraina.

di Andrea Pira

modificato da Redazione web alle 18.48 del 30 aprile 2012