Il rischio che gli aerei della flotta non bastassero lo aveva segnalato il fattoquotidiano.it il 30 marzo scorso in un’inchiesta che aveva messo in luce la poca chiarezza sui numeri degli aerei a disposizione di Air vallee. Adesso sulla piccola compagnia “di bandiera” valdostana, ormai da diversi anni guidata dal petroliere genovese Michele Costantino, si accendono i fari dell’Enac.

L’Ente nazionale aviazione civile ha convocato i vertici dell’azienda il 18 aprile scorso e ha chiesto chiarimenti sulle tante cancellazioni di voli (nazionali e internazionali), che si sarebbero dovuti operare, ma invece sono rimasti a terra. L’ultimo capitolo, la cancellazione dal 2 al 29 aprile del volo Parma-Roma, e soprattutto le cancellazioni tra sabato e oggi, lunedì, dei voli da e per Bucarest e Catania. E dire che il volo per la città etnea stava funzionando abbastanza bene. Dall’aeroporto di Parma arriva una versione. La compagnia ha comunicato che il velivolo, in manutenzione programmata dal 18 al 20 aprile, non sarebbe stato rilasciato e sarebbe tuttora in manutenzione. Un imprevisto?

Fonti ufficiali della compagnia aerea invece spiegano a ilfattoquotidiano.it la loro versione dei fatti: “Il volo di sabato scorso non era un volo certo, non era di quelli schedulati che sono quelli comunicati e ufficiali, come quello del martedì. Ci sono voli che si fanno se arrivano passeggeri, diciamo aggiuntivi, che vengono fatti volare in caso di overbooking. Ma se questo non c’è, inutile far decollare l’aereo vuoto”.

Ma c’erano dei passeggeri prenotati per quel viaggio? “Sì – sospira il dirigente della società – ma pochissimi. Li abbiamo ri-protetti facendoli volare da Roma”. Ma c’è qualcosa che non torna nel racconto che arriva dalla compagnia. A guardare il timetable sul sito della compagnia (peraltro appena aggiornato, quello vecchio è misteriosamente scomparso), il volo per Bucarest dal 6 maggio ci sarebbe anche la domenica e non solo il martedì. Non solo. Dal 24 aprile (domani per chi scrive), anche il sabato, oltre naturalmente al martedì. Insomma qual è l’orario ufficiale?

Tra sabato e oggi è saltato anche il volo da Parma per Catania. “Sabato è stato un problema meteo”, si giustificano da Air Vallee. E quando chi scrive obietta che è saltato anche oggi, lunedì 23 aprile, la risposta di Air Vallee è questa. “Lunedì il viaggio per Catania non è previsto”. A dire il vero, basta fare un controllo del già citato documento pdf degli orari di Air Vallee (sia nella vecchia versione, sia in quella aggiornata che parte da domani): il lunedì per la Sicilia si vola. O almeno così avevano promesso.

All’aeroporto di Parma, già messo a rischio dal piano del ministro Corrado Passera che vuole tagliare i piccoli scali, l’apprensione è tanta. “Siamo fortemente preoccupati e abbiamo bisogno di dare al territorio credibilità, serietà e qualità del prodotto”, ci dice Guido Dalla Rosa Prati, presidente dell’aeroporto emiliano.

Che l’Enac voglia vederci chiaro è fuori discussione. In un comunicato stampa dopo l’incontro del 18 aprile, l’ente dell’aviazione spiega che “i disservizi sono da imputare a una temporanea e non prevista indisponibilità degli aeromobili della flotta”. Ma come può una compagnia non avere aerei? “Questo passaggio del comunicato di Enac è scritto male. Si riferiva al volo Torino-Jasi”, spiegano da Air Vallee. L’aereo per quella rotta avrebbe dovuto metterlo una compagnia rumena in Acmi. Cosa è l’Acmi? Una specie di noleggio per cui i carpatici mettevano a disposizione anche la flotta. “Ma quell’operatore – conclude Air vallee – non ha poi reso disponibile l’aereo”. E perché? “Cosa vuole – rispondono da Air vallee – i rumeni non sono molto affidabili”.

Ma c’è di più. Enac, secondo Air Vallee, non li avrebbe convocati per chiedere chiarimenti sull’onda delle proteste di molti passeggeri (soprattutto da Torino). Secondo la compagnia aerea di Costantino le cose stanno diversamente. “Quella di Enac è un’audizione periodica che viene fatta da tutte le compagnie. Noi lo abbiamo fatto perché c’era un rinnovo dei postholder, figure certificate di alto profilo e siamo andati a presentarle all’ente”. Insomma una visita di routine, anzi, a sentire Air vallee, un tripudio di congratulazioni. “Ci hanno fatto i complimenti per il nostro bilancio. Siamo l’unico vettore in Italia ad averlo in utile e abbiamo avuto nel 2011 un 99 % di puntualità”.

Ma anche qui c’è una contraddizione con quanto scrivono da Roma. L’Enac il giorno prima spiegava infatti che “a seguito delle numerose cancellazioni di voli della compagnia aerea Air Vallee e della sistematica riprotezione dei passeggeri su voli di altre compagnie, situazioni che creano disservizi agli utenti, l’Enac (…) ha convocato (…) una riunione con i rappresentanti del vettore”.

La compagnia al nostro e ad altri giornali sparsi per l’Italia ha sempre dato versioni differenti della flotta a propria disposizione. “Nella nostra flotta abbiamo aerei Embraer da 50, 76, 98 e 115 posti, più un Md 83 da 166 posti” disse Michele Costantino in Puglia. E poi a Parma si parlò dell’arrivo di tre modelli Embraer per una spesa di 90 milioni di euro. “Tre aeromobili Dornier 328 Jet, un aereo Md83 e due Fokker 100”. In verità la compagnia ha in proprietà due soli Dornier 328 Jet, aerei da 30 posti che da soli non possono reggere il carico di rotte previsto dal Timetable. E su questo Enac è stata chiara e “ha richiesto al vettore aereo un’immediata ridefinizione dell’attuale operativo a tutela dei diritti dei passeggeri”.

Infine c’è la questione delle società nei paradisi fiscali. Secondo l’Annual return (una specie di dichiarazione finanziaria annuale inglese) datato 13 gennaio 2012, a spartirsi le quote di Av oils limited (che detiene l’80 % di Air Vallee) sarebbero 4 azionisti tra cui due società residenti in paradisi fiscali, una di Panama e una delle Isole Vergini. Al 25 % ciascuna risultano parte dell’azionariato di Av oils limited.

Dalla Air Vallee holding si difendono ancora: “A prescindere dal fatto che Isole vergini britanniche non vuol dire niente. Fanno parte dl Commonwealth, no? Non è detto che se viene da lì chissà che cosa c’è dietro”. No, è vero. Se non fosse che i due stati sono notoriamente dei paradisi fiscali e che una delle società in questione si chiama Offshore Capital Managenment Corporation. “A gennaio-febbraio 2012 – spiegano ancora da Air vallee – abbiamo acquisito la Av Oils Limited, che all’inizio era stata costituita dalle due società straniere. Appena il libro soci verrà aggiornato vedrete che i soci sono tutte italianissime”. Allora, sembra ormai chiaro da ciò che dice la compagnia, almeno fino a pochissimi mesi fa, le due società d’oltreoceano erano nell’azionariato di Air Vallee.