François Hollande si piazza al primo posto nella sfida del primo turno delle presidenziali francesi. Andrà al ballottaggio, fra due settimane, con Nicolas Sarkozy: sanzionato dalle urne, ma non del tutto finito. Hollande ha invocato per il secondo turno il voto di “chi vuole voltare pagina e aprirne un’altra”. Sarkozy, invece, ha lanciato un appello a unirsi intorno a lui in nome “dell’amore della patria”, ha detto che “i francesi hanno espresso un voto di crisi” e ha chiesto tre confronti diretti con il rivale. A stretto giro la controreplica del leader socialista: “Non se ne parla, faremo un solo dibattito”.

Ma la vera sorpresa della consultazione è stata Marine Le Pen, che sarebbe riuscita a raddoppiare i consensi ottenuti nel 2007 dal padre. E’ quanto indicato dalle proiezioni relative al voto di oggi, rese note stasera dalle maggiori tv francesi, dopo le 20, quando sono stati chiusi tutti i seggi elettorali.

I primi risultati – Hollande avrebbe ottenuto fra il 28,4% e il 29,3% dei voti, seguito a distanza da Sarkozy, intorno al 27. Alla Le Pen, invece, sarebbe andato fra il 18,2 e il 20%. Quanto a Jean-Luc Mélenchon, leader del Front de gauche, una delle sorprese della campagna, ha ottenuto uno score buono rispetto a quanto era previsto all’inizio della campagna, ma non entusiasmante, come si credeva alla vigilia del primo turno. Le proiezioni lo collocano fra il 10,8 e l’11,7 per cento. Infine, il centrista François Bayrou si sarebbe fermato tra l’8,5 e il 9,1% e Eva Joly, la candidata dei Verdi, al 2 per cento.

Le reazioni – Hollande, in diretta televisiva, ha chiesto il voto a “tutti i cittadini che vogliono una Repubblica basata sull’imparzialità, dove l’interesse generale prevalga sui privilegi”, in riferimento ai vari affaires che hanno riguardato Sarkozy negli ultimi cinque anni. Poco dopo, sempre in tv è intervenuto il candidato conservatore, che ha detto di conoscere le preoccupazioni del francese medio, “la gestione dell’immigrazione, la sicurezza, l’incertezza sul psto di lavoro e l’esigenza di mantenere il proprio tenore di vita”. Secondo Martine Aubry, segretario del Partito socialista, i risultati rappresentano invece “un terribile segnale di sfiducia nei confronti di Sarkozy”. Ha aggiunto che “è la prima volta che un presidente uscente si trova al secondo posto del primo turno”. Mélenchon già nei giorni scorsi aveva assicurato che avrebbe chiesto ai suoi elettori di votare per Hollande al secondo turno. Lo ha ribadito stasera con un appello “a battere Sarkozy”. Anche Eva Joly, la candidata dei Verdi, ha promesso il suo appoggio a Hollande per il ballottaggio. Sull’altro versante politico Copé, segretario dell’Ump di Sarko, ha definito quello di oggi “un voto dovuto alla crisi” e ha assicurato che “non ci arrendiamo: continueremo la battaglia in condizioni diverse”. “Stasera niente è deciso”, ha aggiunto il premier François Fillon. Sarkozy, in effetti, è al secondo posto, ma ha tutto sommato tenuto le sue posizioni, riuscendo anche a migliorare le prime previsioni dell’inizio di campagna.

Astensionismo evitato – Sull’affluenza alle urne, non sono ancora disponibili le cifre ufficiali, ma gli istituti di sondaggio indicano come ormai probabile il superamento dell’80% di elettori che si sono presentati alle urne. Già intanto alle 15 si era arrivati al 70,59% più basso del 73,87% registrato al primo turno del 2007, ma nettamente più elevato del 58,45% di quello del 2002, quando proprio un pronunciato astensionismo aveva permesso a Jean-Marie Le Pen, leader del Front National e padre di Marine, di andare al secondo turno contro Jacques Chirac, scavalcando il socialista Lionel Jospin. Insomma, il tanto temuto problema degli astensionisti è stato scongiurato.

La sorpresa Le Pen e le “alleanze” – Il successo della candidata del Front National indica la sussistenza di un prezioso bacino di voti conservatori ai quali Sarkozy potrebbe attingere il 6 maggio, al secondo turno. Non si tratta, comunque, di un travaso automatico, perché la Le Pen ha improntato la propria campagna sull’anti-sarkozysmo, senza contare che il nocciolo duro del suo elettorato, quello del Front National, è tradizionalmente anti-Ump (un po’ come era l’Msi in Italia nei confronti della Democrazia cristiana…). E puo’, quindi, preferire l’astensione a un eventuale voto per l’attuale Presidente. I voti di Mélénchon, leader del Front de gauche, dovrebbero andare al secondo turno quasi tutti a Hollande (d’altra parte il candidato ha già fatto ufficialmente questa promessa, sebbene con la speranza di avere un certo peso nella futura compagine politica, forse anche un posto da ministro in un Governo…).