La sede della scuola Bosina (foto tratta da varesereport.it)

Nei giorni della ramazza non sono solo i fedelissimi della ‘Bossi family‘ a tremare. E’ tutto il sistema che ruota attorno alla Lega Nord a risentire del clima tetro che è calato sulla Padania, da via Bellerio a Varese. Così, dopo le notizie degli affari di partito, anche i genitori degli alunni iscritti alla scuola Bosina (quella diretta con abnegazione dalla moglie del Senatùr, Manuela Marrone) hanno iniziato a rumoreggiare. Un po’ perché preoccupati dal clima, un po’ perché infastiditi dalla presenza dei giornalisti che, sempre più pressanti, hanno iniziato a presentarsi ai cancelli della scuola, telecamere alla mano, per raccogliere pareri, opinioni, commenti sulle notizie che di ora in ora uscivano ed escono dai tribunali.

Così lunedì sera la scuola ha organizzato un’assemblea dedicata ai genitori, gli unici a cui i dirigenti dell’istituto sentivano di dovere delle risposte. Più di 200 le persone che si sono presentate alla riunione, in rappresentanza dei 45 dipendenti e dei circa 300 alunni iscritti (tra scuola dell’infanzia, scuola primaria, secondaria e liceo linguistico). I genitori ‘bosini’ (né alla serata né nei giorni che l’hanno preceduta) non hanno fatto mistero di non gradire le attenzioni mediatiche, almeno quanto non le gradiscono i vertici scolastici. Così, anche dalle parti della scuola Bosina il refrain è sempre lo stesso: “Sono state dette tante falsità. Questa è una bellissima scuola, funziona e le famiglie sono contente, le beghe interne poi sappiamo risolvercele da soli, senza metterle in piazza“.

Alla riunione, i dirigenti erano tutti schierati ad eccezione della preside, Manuela Marrone, la cui assenza è stata giustificata con la volontà di dedicarsi alla famiglia in un momento di difficoltà. Così è toccato al presidente dell’istituto Bruno Specchiarelli (che è anche assessore provinciale a Varese) e al direttore amministrativo Andrea Piva dare una risposta alle domande dei genitori. Assieme a loro c’era anche il presidente della Provincia di Varese Dario Galli, che della scuola è un co-fondatore. Tutti hanno partecipato al coro di rassicurazioni sui fatti che stanno sconvolgendo la Lega: “E’ tutta una montatura mediatica – hanno spiegato -, costruita per infangare il nome della Lega”.

Le parole dei dirigenti leghisti non contribuiscono appieno a placare le ansie dei genitori, preoccupati per il futuro della scuola e dei loro figli. Tante le domande che si pongono e che hanno rivolto ai responsabili dell’istituto. “In che modo i problemi della Lega si rifletteranno sulla scuola?”. E ancora: “C’è il rischio che la scuola possa essere chiusa da un giorno all’altro?”. Per finire con un altro interrogativo: “Per il prossimo anno scolastico è il caso di iscrivere i nostri figli in un’altra scuola?”. Domande a cui sono arrivate risposte tese a rasserenare gli animi, inviti alla calma, alla unità: “Siamo una grande famiglia – ha detto Specchiarelli -, dobbiamo rimanere uniti”. E poi il direttore amministrativo ha spiegato che “i bilanci della scuola Bosina sono trasparenti e verificabili da chiunque. Viene pagato regolare l’affitto dello stabile alla Padania Fin“.

E poco importa se la scuola veniva sostenuta anche grazie ai fondi del partito, i dirigenti non hanno dubbi: “Non aumenteremo le rette e dove non arriveremo noi con i nostri mezzi ci sono imprenditori del territorio pronti a sostenerci”.