”La brusca impennata della disoccupazione italiana proseguirà perché permarranno le condizioni che l’hanno causata”. E’ lo scenario prospettato nell’ultima analisi mensile dal Centro studi di Confindustria, secondo cui le “perdite di posti di lavoro che si coniugano alla maggiore ricerca di impiego per compensare la caduta del reddito reale”. Non solo. Per gli industriali, infatti, “lo scenario globale è di crescita, rivista un pò all’insù, ma con enorme incertezza, segnali spesso contradditori e dinamiche molto differenziate. Tra le incognite ci sono tempi e modi di rientro degli enormi deficit e debiti pubblici, aggravati dall’invecchiamento della popolazione, in alcuni dei maggiori paesi avanzati”.

Cattive notizie, inoltre, arrivano anche dall’edilizia A febbraio 2012 la produzione nelle costruzioni è crollata del 20,3 per cento rispetto allo stesso mese del 2011. Lo comunica l’Istat, precisando che il dato corretto per il calendario mostra un calo ancora peggiore, pari a -23 per cento. Ma il comparto edile è solo uno dei tanti a soffrire della frenata dell’economia. Nel primo trimestre del 2012, si è allargata la forbice della vitalità delle imprese tra chi sceglie di entrare sul mercato creando una nuova attività (sono stati in 120.278 tra gennaio e marzo) e chi, al contrario, ne è uscito (in tutto, 146.368). In particolare, rispetto allo stesso periodo del 2011, le iscrizioni sono diminuite di 5mila unità mentre le cessazioni sono aumentate di ben 12mila unità, con il risultato di un saldo del periodo pari a -26.090 imprese. Praticamente il triplo in meno rispetto ai primi tre mesi del 2011.Questo il quadro dipinto stamani dal presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello. “La riduzione del numero delle imprese in Italia è dovuta per oltre la metà al calo di 13.335 unità registrare in agricoltura” afferma la Coldiretti.

Tornando alla nota dell’Istat, inoltre, a febbraio scorso l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è diminuito, rispetto a gennaio 2012, del 9,9 per cento. Nella media del trimestre dicembre-febbraio l’indice è sceso del 6,3 per cento rispetto al trimestre precedente. L’indice corretto per gli effetti di calendario a febbraio 2012 ha registrato una diminuzione del 23 per cento rispetto allo stesso mese del 2011 (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di febbraio 2011). Nella media dei primi due mesi dell’anno la produzione è diminuita del 17,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’indice grezzo ha segnato infine un calo tendenziale del 20,3 per cento rispetto a febbraio del 2011. Nella media dei primi due mesi dell’anno la produzione è diminuita del 14,2 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Seppur in una congiuntura da tempo negativa, la produzione del settore costruzioni ha mostrato a febbraio un netto peggioramento rispetto ai mesi precedenti. A gennaio il calo tendenziale grezzo era stato infatti del 7,4 per cento e a dicembre del 6,7 per cento.