Strabuzzo gli occhi davanti al lingotto che Bruno Vespa muove tra le mani con la maestria di un incantatore di serpenti. E nonostante la consapevolezza che trattasi di dorata patacca a uso televisivo, non riesco a scollare gli occhi dallo schermo. Lo sdegno monta e quasi mi strozza.

Parlo sola:

“E così siamo arrivati ai lingotti”.

Cioè ragazzi; i denari delle nostre tasse stanziati per lubrificare le sinapsi dei nostri politici che hanno il nobile compito (perché la politica checché se ne dica, è arte nobile!) di tracciare il futuro del Paese sono stati tramutati in…. volgari lingotti?

Cerco riparo nel maxischermo di Porta a Porta e trasalisco ancora:

Un diamantone sorretto da una pinzona, campeggia sullo sfondo. Accanto a quel sasso, il volto di una donna bruna coi capelli lunghi e gli occhiali, tanto per non fare nomi la senatrice Rosi Mauro.

Sembra che la signora non disdegni questa forma allotropica di carbonio. Sembra.

La voce di velluto di Lorelei Lee alias Marilyn Monroe, serpeggia nelle pareti della mia camera e l’invade tutta.

La vedo Marilyn stretta nel suo abito rosa e ornata di collana e braccialetto con le nostre brillocchetasse mentre canta:

“Diamonds are a girl’s best friend”.

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