Roberto Piccinetti, 62 anni, imprenditore, si è tolto la vita questa mattina a Fano (Pesaro Urbino). L’uomo si è impiccato in un capannone della sua azienda agricola,”Villa Piccinetti”, un agriturismo di lusso sulle colline di Gimarra. Piccinetti, dopo un’esperienza imprenditoriale nel settore della pelletteria per l’alta moda negli anni del boom economico – poi finita male -aveva riconvertito la sua attività nel settore dell’ospitalità di lusso. Molto conosciuto in città, l’uomo lascia la moglie e tre figli. Sul posto per gli accertamenti sono al lavoro i carabinieri di Fano.

Una morte che per gli inquirenti non è direttamente collegabile al filone degli imprenditori uccisi dalla crisi economico-finanziaria. Ma la sensazione è che il clima di scoraggiamento che si respira nel Paese possa aver influito sulla scelta ultimativa di una persona che anche due giorni fa, in una cena con vecchi amici di gioventù a Senigallia, aveva lasciato trasparire uno stato di ansia e preoccupazione. “Metto in vendita l’agriturismo” aveva detto Piccinetti ad un amico; una frase buttata là, o forse un pensiero coltivato da tempo. Lui, persona di norma molto riservata, aveva anche accennato ad un’ispezione della Guardia di finanza in azienda, senza aggiungere però granchè.

Salirebbero a 24, quindi, gli imprenditori che hanno deciso di togliersi la vita a causa del perdurare della difficile congiuntura economica.

Sempre di oggi, inoltre, la notizia di un ventenne disoccupato residente a Boville Ernica (Frosinone) che ha tentato di togliersi la vita, accoltellandosi davanti ai genitori. Il padre ha cercato di fermarlo e nel tentativo si è ferito. A provocare il gesto sarebbe stato l’ultimo colloquio di lavoro andato male. Il giovane ora è in gravi condizioni al Policlinico Umberto I di Roma.

Intanto è nata ufficialmente a Vigonza (Padova), l’associazione dei familiari degli imprenditori suicidi. Presto sarà attivato un numero verde che metterà in contatto gli utenti con psicologi pronti ad aiutare gli imprenditori depressi dalle difficoltà economiche. La nascita dell’associazione arriva dopo una serie di tragici episodi registrati negli ultimi mesi con la morte dei titolari di aziende sull’orlo del fallimento, strozzati dai debiti e, soprattutto, abbandonati da tutti.

Questo aspetto viene sottolineato da Laura Tamiozzo, la presidente dell’associazione, figlia dell’imprenditore vicentino Antonio Tamiozzo, morto suicida a dicembre. Ideatrice dell’iniziativa anche Flavia Schiavon, figlia anche lei di un imprenditore suicida, Giovanni Schiavon. Avrebbe dovuto essere lei la presidente, ma ha deciso di rinunciare dopo aver ricevuto minacce e insulti da anonimi che l’accusano di cercare pubblicità. “Vogliamo essere un segno di solidarietà e di etica di fronte al nulla”, hanno detto le due donne presentando l’associazione che si avvale della collaborazione di Filca Cisl e di Banca Etica.