Bambino mio,
parto da qualcosa che ti suoni familiare per spiegarti l’ennesimo schiaffo incassato dai cittadini del Lazio. Hai presente quando ti dico di non gettare la pizza bianca nel water perché sta male sprecare il cibo? Vorrei spiegarti meglio cosa si intende per spreco. Allora, prova a immaginare il tuo pezzo di pizza moltiplicato milioni di volte: cosa accadrebbe se gettassi milioni di pezzi di pizza nel water? Un bel guaio, non ce ne sarebbe più per tutti e molti non ne potrebbero mangiare più. Ecco, questo si chiama spreco.

Ora prova a immaginare uno spreco ancora più grande, perché fatto da signori grandi, e più meschino perché commesso alle spalle di un sacco di gente. A fine marzo, sul sito del Consiglio regionale del Lazio è stato pubblicato un bando di gara per aggiudicarsi un appalto per “la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di ampliamento della sede del Consiglio regionale del Lazio”. Due palazzine ex novo, tre piani ognuna, più un piano interrato, da costruire all’interno del grande complesso di via della Pisana. Il tutto per la modica cifra di 8 milioni 259.750,49 euro, Iva esclusa, di cui 7 milioni 689.360,47 per l’esecuzione dei lavori, 320.390,02 per oneri della sicurezza e 250.000,00 per la progettazione. Fondi pubblici, naturalmente. La decisione è stata assunta dall’attuale ufficio di presidenza, che evidentemente ha ritenuto insufficienti gli ampliamenti già apportati dalle precedenti amministrazioni: una palazzina nuova di zecca deliberata durante la penultima legislatura e inaugurata solo di recente (che oggi ospita proprio l’ufficio di presidenza), e un mega prefabbricato noto con il nome di Pala Ciocchetti, nel periodo Storace. Stai a vedere che ogni presidente vuole lasciare la propria opera.

Mentre leggevo il bando di gara, riflettevo sull’ultima manovra finanziaria regionale di “lacrime e sangue”, approvata lo scorso dicembre: da un lato tagli complessivi per un miliardo e 300 milioni euro, chiusura di interi reparti ospedalieri, fondi alla spesa sociale e alla cultura dimezzati del 50% e 60 milioni di euro in meno per i trasporti; dall’altro aumenti della pressione fiscale e nuove tasse per un totale di 400 milioni di euro (tra cui il bollo e l’accise sulla benzina) evidentemente per pagarci quelle pensioni d’oro, i vitalizi, che l’articolo 10 della stessa Finanziaria ha esteso agli assessori esterni (non eletti) e ai tre consiglieri dichiarati decaduti. E poi pensavo alla decisione ultima di mantenere in piedi la commissione Giochi Olimpici, anche se le Olimpiadi non si faranno più, che fino ad oggi si è riunita solo tre volte ed è costata 225 mila euro (la bellezza di 75 mila euro a seduta).

Basterebbe farsi un giro per il complesso di edifici (con annessi 2 ettari di parco) che ospita il Consiglio regionale del Lazio e avere un minimo di buon senso per rendersi conto che di quelle palazzine non c’è bisogno e che, eventualmente, basterebbe utilizzare uno dei tanti stabili di proprietà della regione già esistenti, invece che costruirne di nuovi.

Vedi figlio mio, non si possono imporre tagli da una parte per poi spendere dall’altra. Non si possono prendere 8 milioni di euro e buttarli nel cesso come fossero briciole di pizza bianca.