Le avevano diminuito la pensione e non ha retto: si è gettata dal quarto piano dell’edificio in cui viveva, a Gela, in provincia di Caltanissetta. A suicidarsi Nunzia, una donna di 78 anni. L’anziana ha deciso di gettarsi nel vuoto dopo aver ricevuto una cifra inferiore rispetto a quella incassata nei mesi precedenti.

La donna, infatti, fino a qualche mese fa percepiva all’incirca 800 euro mensili, ora ridotti a 600 euro. Questa – secondo i familiari – sarebbe stata la causa scatenante di una depressione culminata nel suicidio. L’anziana era convinta che non sarebbe riuscita ad arrivare a fine mese.  Eludendo la sorveglianza dei figli (tre femmine e un maschio) che la controllavano da quando aveva cominciato a dare segni di depressione, è andata nel terrazzo e si è buttata giù. Il tonfo ha richiamato l’attenzione dei vicini e degli stessi familiari, che hanno tentato di soccorrerla. Ma per la vittima non c’era più nulla da fare.

La tragedia segue altre vicende drammatiche avvenute nei giorni scorsi a Bologna e a Verona. Nel primo caso un artigiano edile si era dato fuoco davanti alla sede del capoluogo emiliano dell’Agenzia delle Entrate. Nella città veneta, invece, un operaio di 27 anni si era dato fuoco davanti al Comune perché non riceveva lo stipendio da 4 mesi.

Una famiglia unita,dedita al lavoro, che aveva raccolto l’eredità morale lasciata dal capofamiglia, Giuseppe, quella di Nunzia, la donna di Gela suicida perchè l’Inps le ha ridotto la pensione del 25%.

L’anziana era una casalinga. Il marito, Giuseppe, morto poco più di un anno fa a 82 anni, aveva lavorato fino alla collocazione a riposo con una cooperativa di giardinaggio che curava la manutenzione del verde pubblico nel quartiere di Macchitella, quando il villaggio era di proprietà dell’Eni. Con i suoi risparmi aveva realizzato una palazzina di tre piani nei quali alloggiano due delle tre figlie femmine (una fa l’infermiera, l’altra conduce un panificio) e il maschio (titolare di una pizzeria), nati dal loro matrimonio. La terza femmina, moglie di un carabiniere, vive col marito in provincia di Agrigento. I due anziani si erano riservati il pianoterra perchè lei, Nunzia, non era in grado di salire le scale, per lo schiacciamento di tre vertebre che la costringeva a portare un busto rigido. Ma nel momento del suicidio ha trovato la forza di salire fin sul terrazzo, sporgersi dal parapetto all’angolo del fabbricato e gettarsi giù.

“Le notizie della crisi economica in tv e i tagli operati dal governo avevano allarmato mia madre, come tutti gli italiani; purtroppo la riduzione della pensione ha avuto in lei un effetto dirompente” racconta Bruno, 43 anni, figlio della donna. “Si può anche non credere a queste cose – aggiunge – ma bisogna trovarsi in talune situazioni di profondo scoramento per capire quel che una persona, psicologicamente debole, è in grado di pensare, di progettare e di mettere in pratica, fino all’autodistruzione, fino alla morte”.