Caro Emilio, ti dedico questo post con autentica malinconia.
Dopo la scomparsa dalle scene (in senso tele politico) di Berlusconi, anche tu lasci la ribalta. Lasci a malincuore, si sa, perché uscire con gli scatoloni formato Lehman dal Tg4, la tua creatura, passandola nelle inesperte mani del giovane Toti (che non sa nemmeno cos’è un carré), molce e molcerà il tuo animo. I perfidi dell’ultima ora (che poi sono sempre gli stessi, quelli che prima ancora di salire sul carro del vincitore si precipitano giù da quello dei perdenti) sostengono che sia stata una resa dei conti, intendendo per conti quelli veri, in euro sonanti.

Dicono, i perfidi, che Berlusconi non abbia sopportato la “cresta” di 400.000 euro che tu avresti fatto come “mediatore” di un suo prestito al povero Lele Mora (quello che è finito in galera e hanno buttato anche la chiave, ricordi?) E che adesso abbia perso la testa alla notizia di quei 2 milioni e mezzo di euro (presunti, si intende) che tu avresti messo in una valigia (presunta) e portati in Svizzera (presunta anch’essa). Pare (si presume) abbia detto: “Uno che non riesce a piazzare una miseria simile in una banca svizzera, non può più ricoprire posizioni di responsabilità”. I predetti perfidi avanzano anche l’ipotesi (presunta: è tautologico) che tu possa “vuotare il sacco” sulle serate di Arcore. Non sono d’accordo, non c’è niente da vuotare, i sacchi – casomai – si reggono.

Ma c’è un peso che potresti levarti dallo stomaco e dire finalmente la verità. Nulla ti lega più alla combriccola di Mediaset, e dovresti gridare fra lacrime e singhiozzi che per anni e anni hai dovuto praticare una sofferta apostasia: “Non sono mai stato milanista, odio il Milan e non è vero che Ibrahimovic e Pato valgono bene una messa! Ero, sono e sarò per sempre juventino! Liberté, égalité, juventiné”. Gridalo Emilio, gridalo forte. Ti restituirà un virile coraggio.