La squadra giovanile dell'Inter, vincitrice della Next Generation Series

Inter e Champions League: un binomio che porta subito alla mente Mourinho, Eto’o, Milito e Sneijder. Lorenzo Crisetig, invece, è un nome che forse solletica i pensieri soltanto a qualche esperto allenatore di fantacalcio. E’ lui, però, a rubare la scena alle stelle più luccicanti del firmamento nerazzurro in questo week end. Suo, infatti, è il rigore decisivo che ha permesso all’Inter under 19 di trionfare allo stadio Brisbane Road di Londra nella Next Generation Series, la Champions League riservata alle formazioni giovanili.

La squadra allenata da Stramaccioni è riuscita nell’impresa di vincere la coppa in dieci uomini, dopo l’espulsione del terzino Mbaye. Opposti ai nerazzurri i pari età dell’Ajax, il vivaio più all’avanguardia d’Europa, secondo gli addetti ai lavori meglio anche della cantera del Barcellona. Un settore giovanile, quello nerazzurro, che rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello della società, anche in considerazione del fatto che la prima squadra, almeno quest’anno, non regala trionfi né in coppa né in campionato (dove è in dubbio anche la qualificazione alle competizioni europee).

Passati in vantaggio con Longo, innescato da un’invenzione del sudamericano Bessa (considerato l’erede di Sneijder, probabilmente è stato il miglior giocatore del torneo), i nerazzurri sono stati raggiunti da una punizione capolavoro di Denswil, ma non si sono arresi e, nonostante l’inferiorità numerica, hanno colpito anche due traverse nei supplementari. Le parate del portierino Di Gennaro e la precisione dei rigoristi nerazzurri (Bessa, Duncan, Alborno, Longo e Crisetig, tutti a segno) hanno permesso alla squadra di Stramaccioni di trionfare, provocando la gioia anche dei big.

Raggiante, infatti, l’amministratore delegato Ernesto Paolillo, che ha dichiarato: “E’ una vittoria che mi riempie di gioia, una soddisfazione che il presidente Moratti merita. Finalmente qualcuno comincerà a rendersi conto che oltre alle scuole di Ajax e Barcellona esiste anche quella dell’Inter”. Sulla stessa linea di Paolillo c’è il principale artefice di questo trionfo, mister Stramaccioni: “Mandiamo un messaggio forte al calcio italiano: a livello europeo, per le giovanili ci siamo anche noi. Sta nascendo un vivaio florido, e questo fa bene a questa società e al calcio italiano generale”.

Giovani vincenti che rappresentano più di una speranza, anche in virtù del difficile momento che Samuel, Milito e compagni stanno vivendo. Un momento difficile che a detta di molti addetti ai lavori dovrebbe coincidere con una rivoluzione a fine stagione. Ma nonostante la qualità che i ragazzini nerazzurri hanno dimostrato di avere, non tutti (quasi nessuno per la verità) punterebbero su di loro per il rilancio della prima squadra. L’ex mister Marco Tardelli, infatti, è sicuro: “L’Inter, per tornare a vincere, dovrebbe investire nel prossimo mercato 100 o 150 milioni di euro”. Cifre enormi, che in questo momento vanno a cozzare con i diktat dell’Uefa sul fair play finanziario e suonano come una bocciatura per le risorse prodotte “indoor”.

Ma quello di Tadelli è il pensiero che va per la maggiore un po’ in tutta Italia: per i Crisetig e i Bessa, di solito, è meglio girare tra Lega Pro e Serie B fino ai ventitré o ventiquattro anni. Un segnale positivo, però, arriva proprio dal presidente nerazzurro Massimo Moratti: a fine partita c’era anche lui, con Stramaccioni, Bessa, Di Gennaro, Longo e Romanò (il capitano dei baby campioni), ad esultare, a godersi la Champions da vicino. Festeggiamenti che dovrebbero costare al presidente nerazzurro la presenza al “derby d’Italia”. Uno Juventus – Inter che Moratti dovrà accontentarsi di seguire in tv. Poco male: vuoi mettere la soddisfazione di accarezzare una Champions League e i campioncini che te l’hanno regalata?