il portavoce dell'Idv Leoluca Orlando

Leoluca Orlando, ex sindaco della Primavera di Palermo, si candiderà di nuovo a primo cittadino del capoluogo siciliano. L’esponente dell’Idv non si era presentato alle contestate primarie del centrosinistra, vinte dal suo ex pupillo Fabrizio Ferrandelli, che ha sconfitto Rita Borsellino, appoggiata dallo stesso Orlando. La decisione del deputato dell’Idv, che sarà ufficializzata domani dopo un incontro con i vertici del partito, spacca fragorosamente il centrosinistra. “Se davvero si candida, si presenta ai palermitani come un traditore”, è il commento a caldo di Ferrandelli.

Oltre all’Idv, Orlando dovrebbe avere al suo fianco avere la Federazione della sinistra-Prc, i Verdi e Un’altra storia, il movimento di Rita Borsellino, che ancora oggi ha definito infondata ogni ipotesi di sostegno a Ferrandelli, “mai presa in considerazione”. Il vincitore delle primarie è invece sostenuto dal Pd e pare vicino l’appoggio di il Sel.

“Orlando faccia prevalere il senno e la ragionevolezza”, ha dichiarato Ferrandelli appena la notizia è circolata. “Se davvero si candida, si presenta ai palermitani come un traditore. Spaccare la coalizione sarebbe un peccato che nessuno gli perdonerebbe e lui darebbe un mano a Costa e Aricò“, i candidati sindaco di Pdl e Fli. “Orlando e Borsellino riflettano in queste ore e si ritrovino al mio fianco ed evitino questa sciagurata spaccatura”.

Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro dà il suo sostanziale appoggio alla mossa di Orlando: “Ciò che decidono a Palermo è come se lo decidessimo noi, l’Idv rispetterà la volontà di militanti, elettori, classe dirigente e della Sicilia”. Quanto al “tradimento” delle primarie contestato da Ferrandelli, Di Pietro ha spiegato: “Noi abbiamo preso atto che un istituto importante della democrazia diretta come le primarie è stato sporcato in modo irreparabile, lo dice la relazione dei garanti e l’indagine della magistratura. E’ stato come un goal in fuorigioco in una partita di calcio”.

Leoluca Orlando è stato sindaco tra il 1985 e il 1990 con la Dc, a capo di un esacolore; poi la rottura con lo Scudo crociato sul nodo delle collusioni tra mafia e politica e il nuovo mandato con le insegne della Rete, nel 1993, sull’onda del 75% dei consensi e della ‘Primavera di Palermo’; infine nel 1997 con il 58,5%. Nel 2007, in lizza per il centrosinistra è stato sconfitto dal candidato del Pdl Diego Cammarata.