Proprio mentre ci accingiamo a portare in scena a Milano uno spettacolo sul dialogo tra le religioni, si consuma l’orribile strage di Tolosa, dove lunedì 19 marzo hanno perso la vita 3 bambini e 1 professore della scuola ebraica. Lo sconvolgimento generale, la cronaca a pioggia e la valanga di reazioni e commenti ci spingono con ancora più forza a porre al centro la sfida: le religioni sono un ostacolo all’incontro tra culture e ad una convivenza pacifica? E le differenze in generale sono una risorsa o una pericolosa barriera?

In questi anni la Compagnia del Suq insieme a don Andrea Gallo ha portato in tournée lo spettacolo Esistenza, soffio che ha fame, scritto e recitato insieme al “prete da marciapiede” più famoso d’Italia, che propone parole e musiche ispirate a Qohélet e altri testi sacri (dal Corano al Sutra del Loto).

E si scopre che le scritture antiche sono più vicine all’uomo e al suo bisogno di spiritualità, e quindi più vicine, anche tra di loro, di quanto ci vogliano raccontare i fatti che avvengono ogni giorno nel mondo. Per una società più umana, dove tutti possano convivere e confrontarsi, ci vuole un dialogo aperto, intimo e profondo tra credenti di ogni origine, e tra credenti e non credenti. E  in questo, afferma Don Gallo, “il problema non sono i non credenti, ma i credenti, o meglio quei credenti che pensano che solo il loro Dio sia quello giusto. Invece le religioni sono come fiumi, ciascuno con un suo corso, che va controllato, mantenuto limpido. E questi fiumi vanno verso un oceano comune, l’oceano dell’amore e della pace”.

Che dalle parole si debba passare a impegni e scelte concrete ce lo impongono con sempre più urgenza i fatti di Tolosa accanto a molti altri episodi scoraggianti, ma anche le esperienze che funzionano e che trovano linfa e successo nelle buone pratiche di interreligiosità e intercultura (anche se non passano ai telegiornali).

Con Esistenza, soffio che ha fame, la Compagnia del Suq (don Gallo compreso) sarà a Milano, al Teatro Elfo, il 27 marzo. Buona parte del ricavato andrà alla Comunità di San Benedetto al Porto. Vi aspettiamo.

di Carla Peirolero e Giacomo D’Alessandro