Il ddl intercettazioni come moneta di scambio per il ddl anti-corruzione.

Questo è il succo del vertice di ieri a Palazzo Chigi, consegnato alla memoria dei posteri da uno scatto che Pierferdinando ha pubblicato su Twitter: nella foto di gruppo c’erano lui, Pierluigi, Angelino e Mario. «Siamo tutti qui! Nessuna defezione!», ha scritto Pierferdinando, con due garruli punti esclamativi ad esprimere la propria gioia.

C’erano tutti e c’erano anche i vecchi cavalli di battaglia del PdL, che magari qualcuno pensava lasciati cadere nel dimenticatoio. Fra di essi, proprio la legge sulle intercettazioni (già ribattezzata, a mezzo stampa e in tempi ormai andati “legge bavaglio”), che Angelino ha tirato fuori, evidentemente, poco dopo la foto di gruppo. Chissà le smorfie di Pierluigi, Pierferdinando e Mario. Però dalla gita senza defezioni ognuno doveva emergere con qualcosa di utile. E così, alla fine, Mario e Paola (che nella foto non c’era ma ha partecipato alla chiacchierata notturna) si sono impegnati a trovare una soluzione sull’ossessione pidiellina, “tenendo conto delle iniziative dei gruppi parlamentari”.

L’istanza, evidentemente, è stata accolta anche da Pierluigi e Pierferdinando, altrimenti non si spiega come si possa tenere in piedi la baracca: è il prezzo da pagare – un prezzo altissimo – per il compromesso della maggioranza allargata a sostegno del Governo d’emergenza: la “novità tecnico-finanziaria” e la “vecchia politica” vivono un rapporto simbiotico e mutualmente parassitario che vede tutte le parti immortalate dalla foto di gruppo impegnate a raggiungere compromessi per nulla virtuosi. Come questo.

Qualcuno dirà che di certo il governo dei giusti sarà salomonico; che non ci sarà nessuna “legge bavaglio”, ma una semplice regolamentazione dello strumento intercettazioni (peraltro già disciplinato dall’art. 266 e seguenti del codice di procedura penale).

Nel dubbio, sarebbe bene che i fautori dell’indignazione a chiamata rispolverassero i loro post-it gialli “No bavaglio”. Oppure ora che c’è il-migliore-dei-governi-possibili l’indignazione non vale più?