Un blocco di oltre un’ora dell’autostrada A14 e della tangenziale di Bologna. Si è concluso così il corteo dei No Tav bolognesi, scesi in piazza in sostegno alla Valsusa dopo l’appello al “blocchiamo tutto” arrivato dalle valle piemontesi in lotta contro l’alta velocità. E’ così è stato, con circa 800 persone che si sono radunate in centro città, hanno mandato in tilt il traffico marciando lungo i viali e poi hanno puntato direttamente sulla tangenziale, quando tutti, forze dell’ordine comprese, si aspettavano un loro passaggio in stazione.

A guidare il corteo i centri sociali Crash e Tpo, dietro i loro striscioni tutti gli altri: anarchici, attivisti di Bartleby e Vag61, giovani comunisti e semplici cittadini che hanno aderito alla chiamata partita dal sito dei No Tav e diffusa via social network. In fondo al corteo anche una bandiera della pace e il comitato No People Mover, nato per bloccare quella che loro definiscono la “Tav bolognese”, e cioè la monorotaia che nei piani del Comune collegherà la stazione ferroviaria all’aeroporto Marconi di Bologna. “Blocchiamo tutto”, era la parola chiave della manifestazione. E così, quando i manifestanti si sono ritrovati in tangenziale qualcuno ha deciso di provare ad invadere anche l’autostrada. Azione non prevista inizialmente – “troppo pericoloso”, spiegavano in testa al corteo – ma poi messa in pratica spontaneamente da tutti. Prima un paio di coraggiosi si sono lanciati in mezzo alla carreggiata e hanno fermato le auto in corsa, poi pian piano tutti gli altri hanno seguito l’esempio. Alla fine è arrivata anche la banda SambaLotta del centro sociale Xm24, con i suoi tamburi e i suoi danzatori vestiti di rosa.

Per un’ora il tratto di autostrada di circa 800 metri è stato bloccato verso Ancona. Mentre i manifestanti improvvisavano prima un sit-in e poi un’assemblea per capire come continuare la protesta, i camionisti sfrecciavano nell’altra corsia suonando il clacson come saluto. “Oggi blocchiamo la tangenziale di Bologna, domani bloccheremo la Valsusa”. Alla fine, presa la decisione di rientrare con l’annuncio dell’arrivo dei reparti della Celere, il corteo ormai più che dimezzato ha scelto di tornare in città imboccando l’uscita della tangenziale più vicina. Dietro di loro, appesa ad un cavalcavia in ferro, la bandiera No Tav sventolava. Sul maxi pannello appeso alla struttura la scritta: “Autostrada chiusa per manifestazione, uomini in strada”.