Un detto russo recita: “L’ottimista è un pessimista male informato”. E’ quanto probabilmente avrà pensato il ministro del Welfare Elsa Fornero del collega Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico. “Dirò a Passera di essere un pò meno ottimista, un po’ meno cuore oltre l’ostacolo”, ha dichiarato infatti la Fornero al convegno organizzato a Milano dal consorzio Pan. E ha poi aggiunto con tono affettuoso: “E’ bellissimo pensare che esistono cambiamenti che in maniera immediata possono portare il nostro reddito, la nostra occupazione a livelli molto più alti” e ancora “è molto difficile trovare queste soluzioni, queste bacchette magiche”. Secondo la ministra, insomma, nonostante i pacchetti ultimi sulle semplificazioni, le liberalizzazioni, i tagli alla spesa pubblica, il governo dei tecnici deve guardare “al medio termine, ed è soprattutto quell’orizzonte che noi dobbiamo sempre avere presente”.

Proprio il lavoro, materia di pertinenza del ministro Fornero, è il prossimo scoglio che il premier Mario Monti vuole affrontare con la “riforma del mercato del lavoro”. In un’intervista rilasciata al Tg1 della Rai, il presidente del Consiglio ha dichiarato che “i negoziati con le parti sociali, soprattutto su questa materia, è difficile che partano in discesa, perché altrimenti non dovrebbero avere luogo, ma io sono certamente fiducioso”. Poi ha spiegato che “ci sono diverse esigenze – precisa – che dobbiamo rendere compatibili, ma io credo che sia possibile: per creare occupazione in Italia, occorre che produrre in Italia diventi una cosa più competitiva; occorre che la protezione delle persone nel mercato del lavoro non diminuisca, ma diventi più equilibrata e con una protezione meno concentrata sul singolo posto di lavoro e più concentrata sul singolo lavoratore, quindi con una esigenza di mobilità nel tempo. Quindi – continua – c’è un obiettivo di efficienza ed un obiettivo di maggiore equità sociale”.

Il governo vorrebbe chiudere i negoziati con i sindacati e con la Confindustria entro breve tempo, 4 settimane al massimo, perché quella del lavoro è considerata una delle riforme primarie. Sul piatto delle trattative c’è sempre l’articolo 18, ma ci sono anche le misure per favorire e semplificare l’ingresso dei giovani al lavoro tramite una flessibilità in entrata e facilitare anche il rientro di coloro che hanno perso l’occupazione, gli altri punti sono: il salario minimo e la riforma degli ammortizzatori sociali. Un punto accolto con freddezza sia dai sindacati che da Confindustria. Il tavolo del mercato del lavoro è programmato per metà della prossima settimana, anche se non c’è ancora un giorno fissato in agenda.