Ancora pochi giorni e poi a casa. Licenziati. Anche per i 76 lavoratori della Argol, società appaltatrice dei servizi di movimentazione del materiale aeronautico (dalla semplice guarnizione al motore di un aeromobile), all’interno degli hangar-area tecnica di Fiumicino, il 2012 inizia dunque nel peggiore dei modi. L’ufficialità arriva il 17 novembre scorso, “un fulmine a ciel sereno”, dice Giorgio, uno dei lavoratori. Alitalia-Cai comunica l’irreversibile decisione: il contratto d’appalto alla società di Coniolo (Argol Spa), in scadenza il 31 gennaio 2012, non verrà rinnovato.

Non c’è più bisogno di quel servizio? C’è un’altra società che offre lo stesso, a prezzi ridotti? Nulla di tutto questo. L’ex compagnia di bandiera ha soltanto deciso di internalizzare, anzi reinternalizzare il servizio dato in appalto esterno dal 1994. E i 76 lavoratori della Argol, verranno riassorbiti? Ci sarebbe la clausola di salvaguardia sociale (introdotta dal Dlgs 18/99) che, nel passaggio da una società all’altra, impone di “tutelare” i lavoratori inserendoli nell’organico della nuova società affinché continuino a svolgere l’attività effettuata finora, a parità di condizioni salariali e normative. Ma la nuova Alitalia non appalterà il servizio ad un’altra società, lo internalizzerà e i lavoratori resteranno a casa.

“Forzano l’interpretazione in maniera del tutto pretestuosa – denuncia Antonio Amoroso, della Cub Trasporti, in prima linea nella vertenza intrapresa contro la cordata di Colaninno & Co. Il principio della clausola di salvaguardia sociale – spiega il sindacalista – è: dove va l’attività, va il lavoratore”.

Chi prenderà allora il posto dei 76 lavoratori Argol, nello svolgimento del servizio per l’assistenza a terra degli aeromobili? La scelta organizzativa Alitalia-Cai, nel quadro di un nuovo piano di riassetto dell’intera logistica (di cui il servizio di movimentazione del materiale aeronautico fa parte), prevede l’assunzione di nuovo personale con contratto a tempo determinato: nuovi precari andranno a sostituire operai con vent’anni di esperienza e relativi diritti maturati (stabilizzati). Personale di una ditta appaltatrice si, ma che in qualche modo dipendeva direttamente dalla compagnia aerea. In virtù di questo dettaglio il loro licenziamento potrebbe essere illegittimo se non fosse che, nel passaggio di Alitalia alla nuova cordata italiana, il governo con il d.l 134 del 2008 (convertito poi in legge) ha stabilito la discontinuità tra le due aziende. In poche parole un escamotage che ha consentito a Colaninno & Co. di non pagare i vecchi creditori, non accollarsi i lavoratori della vecchia Alitalia ed evitare che l’Ue contestasse loro di aver beneficiato di aiuti di Stato.

Già in mobilitazione immediatamente dopo aver appreso la notizia, la scorsa settimana alcuni lavoratori della Argol si sono arrampicati ad un’altezza di circa 30 metri, su una scala antincendio a ridosso di un hangar. Dormono lì all’addiaccio, sperando che possa arrivare una soluzione. E il 27 gennaio sarà sciopero generale regionale del trasporto aereo.