Peppone e Don Camillo, ma questa volta la palla passa al tribunale. Fra meno di un mese, infatti, il sindaco di Ferriere (cittadina dell’alta Val Nure, nel piacentino) Antonio Agogliati dovrà presentarsi davanti al giudice con l’accusa di abuso d’ufficio dopo aver imposto al parroco, don Ezio Molinari, lo sgombero di una scuola elementare.

Una storia fatta di tensioni e ricatti. Il sindaco, già senatore nei ranghi del Pdl ma silurato in tutta fretta da Roma dopo essere stato pizzicato da Report mentre confidava che molti dei finanziamenti per il dissesto idrogeologico venivano dirottati al suo paesino grazie “all’amicizia con il ministro”, avrebbe infatti imposto al parroco di sgomberare la locale scuola elementare in disuso (utilizzata tutt’al più come rifugio per gruppi parrocchiali ed escursionisti) per la ristrutturazione dei locali.

Ma dietro l’imposizione di Agogliati non c’è altro che la rabbia verso il parroco, il quale pubblicamente si disse contrario alla realizzazione di sei pale eoliche sull’Appennino (vicenda per cui il primo cittadino è accusato, tra le altre cose, di reati ambientali insieme al suo dirigente del settore Ambiente): il sindaco chiede quindi a don Ezio di levare le tende per “manutenzione dei locali” per ripicca, visto che anche il consiglio comunale è all’oscuro di tutto e nessuna delibera di riqualificazione dello stabile è passata tra gli uffici del municipio.

Ma il parroco, il più giovane dell’Appennino, non ci sta e fa un esposto ai Carabinieri. Uno smacco, come la vede Agogliati, e onde evitare di mettere in mezzo giudice e forze dell’ordine- visti i suoi continui guai con la giustizia- tenta l’accordo. In una lettera, il pidiellino punta quindi su toni concilianti affinché don Ezio sbaracchi l’ex scuola elementare e riconsegni le chiavi dell’edificio, offrendo anche una lauta offerta di denaro per chiudere “l’incresciosa” vicenda: 500.000 euro da prendere- verosimilmente- dall’8 per mille e da versare direttamente alla parrocchia.

Un’offerta poco credibile, quella di Agogliati, e il parroco non abbocca. Anzi, in barba alla richiesta di perdono cristiano, lo denuncia aggiungendo benzina al già alto fuoco delle denunce a carico del sindaco di Ferriere. E questa volta, per il pidiellino, l’accusa è di abuso d’ufficio con la sua attesa comparizione davanti al giudice già calendarizzata per il mese prossimo. Un epilogo che neanche Guareschi avrebbe mai immaginato.