Momenti di tensione oggi nel centro di Roma per la protesta dei tassisti, in presidio per manifestare contro il piano di liberalizzazioni su cui lavora il governo. Esplosione di petardi e aggressioni nei confronti dei colleghi a lavoro: azioni che hanno provocato anche la reazione del sindacato di categoria.

L’inizio dei disordini nei pressi della Galleria Alberto Sordi, dove circa 200 tassisti – radunatisi al Circo Massimo e poi partiti in corteo verso Palazzo Chigi – hanno fatto esplodere due petardi. “Ora stiamo esagerando – ha detto rivolto ai tassisti, per la gran parte partenopei, il sindacalista Ciro Langella – Se continuiamo così il governo non ci convoca più. Ora torniamo tutti al Circo Massimo”. Tensione anche a piazza Colonna, specie quando i manifestanti hanno strattonato un operatore di Skytg24 e una cronista de ilfattoquotidiano.it cercando di strappare loro la telecamera. “Oggi non vogliamo nessun giornalista qui – hanno detto in coro – andate via”.

Non meglio è andata a un tassista in servizio, aggredito da coloro che protestavano davanti a Piazza Colonna. I manifestanti, bloccata l’auto bianca, hanno strattonato l’uomo, cercando di farlo scendere dall’auto. Il tassista, però, è riuscito a rimanere all’interno dell’abitacolo e a fuggire. L’aggressione al tassista, però, non è stato l’unico episodio di intolleranza nei confronti dei colleghi a lavoro. Altri taxi in servizio, infatti, sono stati danneggiati a causa dei calci e pugni dei manifestanti. La delegazione, composta prevalentemente da tassisti napoletani e radunatasi all’altezza della sede del governo, se l’è presa con i taxi in servizio: urla, fischi e tentativi di bloccarne la corsa. Applausi e apprezzamenti, invece, sono stati riservati alle ‘botticelle’, le tipiche ‘carrozzelle‘ romane trainate da cavalli che accompagnano i turisti nei ‘tour’ della Capitale.

Il corteo, composto da circa un migliaio di persone, ha fermato per qualche minuto il traffico su via del Corso, con lancio di fumogeni e i cori del tipo “Ve bloccamo tutta Roma”, e “Buffoni”, per poi confluire davanti a Palazzo Chigi – presidiato dalle forze dell’ordine – dove è in programma l’incontro tra il governo e i rappresentanti sindacali di categoria per discutere sulle liberalizzazioni. Il fronte dei manifestanti, tuttavia, inizia a mostrare qualche crepa. “I tassisti romani ci hanno tradito – ha detto un tassista napoletano – noi siamo in assemblea permanente da giorni e loro hanno lavorato anche stamattina”. “Quelli in circolazione a Roma sono i taxi di servizio – ha replicato un altro – devono garantire il servizio ed è giusto che sia così. Nel pomeriggio ci appoggeranno, anche perchè siamo tutti sulla stessa barca, anche se a Napoli la nostra è un pò più affondata delle altre”. “Noi una lobby? – ha detto un altro tassista in presidio al Circo Massimo – venissero a lavorare con noi e vedessero quanto guadagniamo ogni giorno, poi vediamo se siamo una lobby”. “Alle 6 ci concentriamo tutti a Palazzo Chigi – è l’annuncio ufficiale – ora siamo un pò sparpagliati per Roma”.

Sulla questione e sui disagi al traffico provocati dalle proteste è intervenuto anche il sindaco di Roma. “E’ inammissibile che mentre sta per svolgersi l’incontro fra il Governo e i rappresentanti sindacali dei tassisti nascano manifestazioni spontanee non autorizzate di alcuni lavoratori del settore. Chiedo alla questura di intervenire” ha detto Gianni Alemanno, secondo cui “si tratta quasi esclusivamente di operatori provenienti da fuori Roma che stanno bloccando la città e minacciando i colleghi romani. Chiedo alla Questura di intervenire con la massima fermezza per difendere i tassisti romani e per evitare che persone estranee alla nostra città creino difficoltà per la mobilità nella Capitale. Invito tutti i lavoratori ad aderire all’assemblea autorizzata di domani e a non contribuire ad alimentare manifestazioni non autorizzate”.

La linea di chi protesta, però, non cambia: cori contro il governo Monti, petardi in via del Corso e punti fermi. “Non siamo disposti a nessun compromesso, le licenze non si toccano” hanno ripetuto sotto Palazzo Chigi, dove si teneva l’incontro con il governo. Incontro al termine del quale il presidente di Uri Taxi, Loreno Bittarelli, si è detto possibilista su un accordo con il governo: “Dal governo abbiamo avuto una disponibilità al confronto. Ci rivedremo domani pomeriggio”, ha annunciato Bittarelli: “Dobbiamo produrre un documento che, dati alla mano, dimostri che la liberalizzazione non porta benefici immediati ai cittadini”.  Se i tassisti riusciranno a dimostrare l’inutilità della liberalizzazione del settore, “il governo ne prenderà atto. Noi, intanto, abbiamo dato la nostra disponibilità a migliorare il servizio”. La cosa importante, sostiene Bittarelli, “è che ci è stata data la disponibilità a ragionare con noi e a valutare quanto noi saremo in grado di produrre”.