Per una volta devo lodare il nostro ex-presidente del Consiglio per alcune sue dichiarazioni lucide da statista. Su internet ho ascoltato la sua telefonata al Tg5 di fine anno in cui ha tra l’altro esternato che si dovrebbe istituire urgentemente un governo economico europeo, ma da dieci anni i leader europei non riescono a mettersi d’accordo.

Negli ultimi dieci anni l’Italia è stata rappresentata in Europa dai governi Berlusconi, che in effetti – assieme gli altri leader – sono stati incapaci di dare all’euro la “gamba” economica mancante per l’equilibrio con quella monetaria gestita dalla Bce. Bravo Silvio! Ammettere i propri limiti è indice di conoscenza di sé, indispensabile agli statisti.

Non si dovrebbe nemmeno dimenticare che gli stessi governi degli ultimi dieci anni hanno anche negoziato e concordato con i 26 partner dell’Ue quella che si chiama Strategia Europa 2020, vale a dire una serie di obiettivi da raggiungere entro il 2020 per tenere a galla la barca europea nel mare della globalizzazione.

Per l’Italia c’è molto da fare, siamo parecchio indietro rispetto ad altri Stati Membri. Consiglio ai lettori una visita del sito sul monitoraggio della Strategia Europa 2020. Ne prendo un esempio significativo, il tasso di educazione superiore (percentuale dei 30-34enni che hanno completato l’università o studi equivalenti, un parametro fondamentale per il futuro di una nazione). Il pallino verde del grafico è l’obiettivo complessivo dell’Ue. Quello viola è l’obiettivo dell’Italia, parecchio più basso…


Ora proviamo a confrontare la nostra situazione con quella degli altri Paesi Ue e alcuni benchmark fuori Ue. Chi fa peggio di noi (cioè ha una barra più bassa)? C’è di che inquietarsi.


Gli altri parametri e grafici non sono molto più confortanti. Il vero diktat non ce lo mandano la Bce, la Germania o la Francia: ce lo manda la realtà. Purtroppo non c’è un obiettivo relativo alla corruzione o all’evasione fiscale, ma dal libro Soldi rubati di Nunzia Penelope apprendo che siamo il penultimo Paese europeo in classifica per quanto riguarda la corruzione, subito prima… della Grecia. Dati così fanno riflettere.

Il governo Monti (e lo stesso varrà per i suoi successori) non deve quindi decidere cosa fare (nel senso degli obiettivi), ma piuttosto come farlo (come raggiungere gli obiettivi già fissati da tempo). E nel “come” si annidano le questioni fondamentali del finanziamento delle riforme necessarie, dell’equità, dell’equilibrio tra generazioni, della società che vogliamo.

Sarebbe bello che dati e grafici come questi, disponibili da tempo, entrassero in quel poco dibattito che c’è sulle questioni fondamentali del come. Ogni tanto qualche aggancio con la realtà, anche in politica, non guasta.

Disclaimer: Come riportato nella bio, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.