Una televisione sul web per parlare del popolo iraniano e per dare spazio e voce alle vittime principali del regime di Ahmadinejad: le donne. Si chiama “Zanan Tv” ed è stata lanciata il 25 novembre scorso, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, in una cornice particolare. “Abbiamo scelto Zuccotti Park a New York per presentare la nuova web Tv”, ha dichiarato la direttrice Mahboubeh Abbasgholizadeh, “per sottolineare come la nostra battaglia sia la stessa dei tanti cittadini di Occupy Wall Street. Si è trattato di un momento importante e noi lo volevamo condividere con loro”.

Battaglie per riprendersi spazi pubblici, capaci di superare confini geografici e frontiere culturali. Mahboubeh Abbasgholizadeh è un’attivista famosa nel mondo iraniano, in piazza durante le proteste del movimento verde del 2009 e ora negli Stati Uniti dove è stata costretta a fuggire. “Ci sono persone che nascono come artisti,” ha dichiarato alla stampa la giornalista e autrice di alcuni documentari, “altre che nascono come attiviste. L’attivismo in difesa della mia patria è la mia sola ragione di vita”. Zanan Tv è un progetto in cantiere da alcuni anni e che solo negli ultimi tempi è riuscito a trovare gli spazi e i finanziamenti giusti. Zanan-e Iran, Feminist Tribute, Change for EqualityWomen’s FieldThe Feminist SchoolFair Family Law sono le iniziative di cui Zanan Tv si trova ad essere l’erede: siti internet, magazine online, progetti editoriali a cui corrispondono gruppi di militanti, uomini e donne che hanno deciso di unire le loro forze per creare una nuova e potente piattaforma di comunicazione.

“La nostra Web Tv è un accampamento virtuale, che intende occupare la rete per riprendersi uno spazio che è pubblico e di cui gli attivisti per la democrazia in Iran hanno bisogno. È in questo che siamo molto simili a Occupy Wall Street e ai suoi accampati”. Sono le parole che aprono il manifesto della televisione indipendente, supportata dall’Institute for Women’s Empowerment (IWE) e dall’ Human Institut for Development Cooperation (HIVOS).

Il movimento delle donne iraniane all’estero da alcuni anni sta cominciando a far sentire la sua voce. È nel 2006 infatti, che da Teheran parte la campagna “1 milion signatures” per abolire le leggi discriminatorie contro le donne del regime iraniano: in patria e all’estero l’obiettivo è quello di raccogliere un milione di firme. La famosa avvocatessa Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace, è una delle portavoce nel mondo della campagna, anche conosciuta sotto il nome di “Change for equality”. Una bilancia che segna uguali doveri e uguali diritti per uomini e donne è il simbolo della battaglia, che anche se non è mai riuscita ad ottenere il milione di adesioni sperate, è riuscita però a mobilitare un gran numero di persone e a risvegliare una parte del movimento per la democrazia.

Le donne sono così diventate fondamentali nell’opposizione al regime della Repubblica Islamica Iraniana e dal 2006 tante le battaglie portate avanti all’estero e in patria. Sabri Najavi, iraniana fuggita negli anni ’80, è la referente del movimento “1 milion signatures” in Italia ed è una delle sostenitrici di Zanan Tv: “Abbiamo bisogno di far sentire la nostra voce. Le donne sono le protagoniste dimenticate della mobilitazione contro il regime. Siamo le prime a subire le violenze e le prime ad essere discriminate. Il mondo deve sapere”.

Approfondimenti settimanali, documentari prodotti in esclusiva, un archivio delle notizie più importanti raccolte in rete sul regime di Ahmadinejad e video inviati dai cittadini iraniani stessi: questa l’offerta di Zanan Tv. Se la redazione è composta per lo più da iraniani in esilio e all’estero, tanta è l’attenzione per i video che provengono da manifestazioni ed eventi organizzati in patria, un segnale forte che vuole dimostrare l’importanza della lotta interna al regime. “Senza la voce dei cittadini iraniani, il nostro lavoro non ha alcun significato”, conclude il manifesto della neo-nata web tv, “noi siamo una piattaforma e ciò che vogliamo, è dare voce al movimento”.