La classifica non ha pretesa di oggettività né di esaustività. Non è solo una selezione su base estetica. È ciò che penso ci ricorderemo, a distanza di anni, dal punto di vista musicale di questo 2011 piuttosto mediocre, pieno di lutti dolorosi (Amy Winehouse, per ricordare il più celebre) ma non per questo meno interessante.

10. Florence + the Machine – Shake it out

Florence Welch è l’equivalente musicale del calabrone che, se si rimanesse ancorati alla teoria, non potrebbe volare. Ha una voce potentissima che non riesce quasi mai a gestire dal vivo. Ha un profilo da soprano più che da popstar, eppure indovina dei ritornelli straordinari. Ha un acuto che potrebbe far innervosire moltissimi ascoltatori ma poi, non si sa bene come, è utilizzato come climax di tantissime pubblicità e di video emotional in giro per eventi e conferenze.

9. Jamie XX feat. Gil Scott-Heron – I’ll take care of you

La canzone con tre anni di vita. Nasce nel 2010 dall’indimenticabile voce e dalla penna Gil Scott-Heron, scomparso nel maggio 2011 per una male incurabile che lo ha beffato durante il tour europeo dell’anno prima. È ripresa da Jamie degli XX che realizza un’opera che perfino supera l’originale per bellezza. E pochi giorni fa un suo campionamento è stato ripreso tra Drake, rapper canadese, e Rihanna, per un singolo di sicuro successo nel 2012, che conferma una tendenza di tutto il 2011: gli europei hanno conquistato il Nord America.

8. Teed – Garden

Entrata in modo anche piuttosto invasivo nelle nostre case e nelle nostre orecchie per merito della pubblicità di un telefono della madre finlandese dei cellulari, il brano dei Totally Enormous Extinct Dinosaurs (questo è il senso dell’acronimo Teed) avrebbe meritato comunque la citazione perché racconta bene questi tempi musicali: l’avanzata progressiva dell’elettronica nel pop, il primato delle voci femminili sulle maschili, quel ritmo sempre un po’ su di giri. E anche una certa facilità di riproduzione in forme simili, in remix, in un tappeto (forse troppo?) omogenizzante.

7. Lady Gaga – Marry the night

In realtà basterebbero sessanta secondi, gli ultimi, di questa canzone per spiegare il senso di questa scelta. Pur avendo fatto un passo indietro anche piuttosto deciso dal punto di vista musicale con l’ultimo album Born this way, Gaga mostra il suo potenziale ogni volta che può, soprattutto dal vivo (dove non è atteso che una popstar sappia cantare così e sappia suonare gli strumenti come fa lei). E proprio quei sessanta secondi di anarchia musicale pura ci dicono che il meglio, per lei e per i suoi fan, deve ancora venire. Basta un po’ di coraggio.

6. Caparezza feat. Alborosie – Legalize the Premier

L’incontro tra due ‘atipici’, tra due italiani a cui ogni etichettatura di genere sta stretta, tra due artisti di casa nostra che fanno musica di spessore internazionale. Caparezza non sarà mai ‘solo’ un rapper: come i Roots, è molto di più. Alborosie forse non sarà mai amato abbastanza in Italia, e non gli mancherà visto il giusto successo conseguito con il suo reggae nella assai ostica Giamaica. Uno dei brani più condivisi dell’anno, soprattutto attorno agli appuntamenti delle amministrative e del referendum.

5. Emeli Sandè – Heaven

Emeli Sandè, scozzese di colore classe ’87, appartiene a quella categoria sempre più folta di musicisti anglosassoni giubilati dal successo popolare prima ancora di dare alle stampe un solo singolo. Heaven è il primo lavoro a suo nome esclusivo (dopo aver indovinato tutti i singoli in cui aveva collaborato nei due anni precedenti) e il suo primo album deve ancora uscire. Il 2011, con lei, è sembrato improvvisamente il 1991: le somiglianze con la straordinaria Unfinished Sympathy da cui ebbe inizio la carriera dei Massive Attack sono tante e tutte emozionanti.

4. Joe Goddard – Gabriel

Joe Goddard è così sconosciuto da non meritarsi nemmeno una voce su Wikipedia in lingua inglese. C’è però un suo omonimo, un pugile australiano con 28 vittorie di cui 22 per ko, 12 sconfitte e 8 pareggi. Eppure basta cercare “Joe Goddard remix” su un qualsiasi motore di ricerca per riconoscere un tocco, un marchio di fabbrica che è prototipico dei produttori che poi diventano grandi stelle internazionali. Ah, Joe Goddard era anche il cantante degli Hot Chip, ma probabilmente rimarrà così tanto sconosciuto da non meritarsi Wikipedia.

3. Lana del Rey – Videogames

La numero 3 di quest’anno, con tutta probabilità la numero 1 dell’anno prossimo. In Italia non è ancora arrivata, nei paesi del Commonwealth danno già per scontata la sua affermazione sulle scene globali. Difficile stabilire come sia possibile tutto ciò, non c’è niente di originale né nel timbro vocale, né nel profilo, né nella musica. Nata a New York nel 1986, Elisabeth Grant (questo il suo vero nome) ha raggiunto un successo improvviso proprio grazie a questo piccolo capolavoro, già finito nelle più celebri serie tv mondiali (Gossip Girl su tutte) e nelle discoteche di tutta Europa con i suoi remix.

2. Verdena – Scegli Me (Un Mondo Che Tu Non Vuoi)

Il trio di Albino (Bergamo) ha scosso gli appassionati italiani di rock con il quinto album Wow, così diverso dai precedenti e allo stesso tempo così perfetto nel riassumere la storia e la qualità della band. Date sold out in tutta Italia da mesi e persino la posizione numero due degli album più venduti nella settimana dell’uscita, a fronte di un prodotto certamente non commerciale, sono dati che dicono ciò che in molti pensano: Wow è il miglior album dell’anno in Italia e questo singolo è il meglio del meglio.

1. Adele – Someone like you

Era l’unica posizione di cui ero certo da mesi. In realtà ne ero certo già dal primo ascolto. Poi è arrivato l’album più venduto dal 2000 a oggi, il sorpasso a Lady Gaga, l’esibizione ai Brit Awards 2011, probabilmente l’unica vera fotografia indelebile della musica pop  di quest’anno. Si è di recente operata alle corde vocali: i maligni asseriscono che sia colpa delle troppe sigarette che, però, si sentono tutte nella sua voce, impreziosendola ulteriormente. Ora che è in cima e lo è davvero per tutti, appassionati di musica e non, viene il bello.