Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis

Appuntamento con la storia stasera per il Napoli di Mazzari, che vincendo a Villarreal si qualificherebbe per gli ottavi di finale di Champions League, davanti a squadre di primo livello come il Manchester City e gli stessi spagnoli. Solo una volta, nel 1990-91, il Napoli ci riuscì. Erano i tempi di Maradona, gli azzurri primeggiavano in Italia, in Europa non c’era ancora la fase a gironi e, soprattutto, il divario tra club italiani ed europei non era così marcato a nostro svantaggio. Anzi, spesso eravamo noi i favoriti. Oltre quattromila tifosi azzurri hanno invaso la cittadina spagnola a pochi chilometri da Valencia per una partita di fondamentale importanza per il presente e, soprattutto, per il futuro del club partenopeo. Il passaggio del turno, infatti, oltre al prestigio porterebbe una corposa iniezione di denaro fresco.

Nel calcio moderno, del resto, la pecunia ha sempre la prevalenza sugli altri aspetti. L’ennesima conferma, pochi giorni fa, dalle parole del presidente azzurro Aurelio De Laurentiis, con la frase “sento principi e sceicchi che si agitano”, alludendo al fatto che il Villarreal, già eliminato, potrebbe giocare alla morte stimolato dai petroldollari dello sceicco Mansour, padrone del Manchester City, la cui qualificazione dipende solo da un risultato negativo del Napoli. Secondo l’allusione del produttore cinematografico, quindi, il Villarreal – che finora in Champions ha perso 5 partite su 5 – sarebbe stimolato non solo dal premio vittoria dell’Uefa (800mila euro ), ma anche e soprattutto dai presunti ‘regalini’ del patron del City. A De Laurentis ha risposto piccato ieri Mancini, tecnico della seconda squadra di Manchester: “De Laurentiis? Per fortuna lo sceicco Mansour non è italiano (…) E’ una persona rispettabile, non si preoccupa di queste sciocchezze” ha detto l’ex allenatore dell’Inter.

In effetti 800 mila euro per lo sceicco Mansour sono bruscolini. Il suo patrimonio personale supera i 30 miliardi, mentre quello della famiglia, la dinastia regnante di Abu Dhabi, non essendoci dati certi si fantastica che sfondi il tetto dei mille miliardi. Dall’agosto 2008, quando acquistò il Manchester City, lo sceicco nel calcio ha investito oltre un miliardo. Cosa volete che sia per lui qualche milione? Tanto che pur di liberarsi di Carlitos Tevez – uno che quando ha voglia di giocare è un fuoriclasse ma che pur di guadagnare qualche spicciolo non ci pensa su due volte a spaccare spogliatoi – sarebbe quasi disposto a regalarlo al Milan. Ai milioni, però, evidentemente pensa De Laurentis, che non ha esitato a leggere per primo la partita di stasera sul piano finanziario.

Detto degli 800 mila euro in palio per la vittoria, vediamo allora quanto ha guadagnato fino ad ora e quanto potrà guadagnare il Napoli con il passaggio del turno. Che da solo vale 3,3 milioni, che andrebbero ad aggiungersi a quelli già intascati fino ad ora: 3,9 per essersi qualificata in Champions, 3,3 per le sei gare fin qui disputate (compresa quella di stasera), 1,6 per le vittorie ottenute contro Villarreal e Manchester City, 0,8 per i pareggi contro Manchester City e Bayern Monaco. A questo si devono aggiungere i 6,6 milioni derivati dagli incassi dello stadio per le partite finora disputate (il top i 2,5 milioni per la sfida al San Paolo contro il Bayern), mentre un’eventuale qualificazione ai quarti porterebbe nelle casse azzurre altri 4,2 milioni.

Insomma, un bel gruzzolo, di poco superiore ai 15 milioni di euro: con la possibilità di aumentarlo esponenzialmente più si va avanti nella competizione. E’ stato il luccichio dei dobloni che probabilmente ha abbagliato De Laurentiis quando ha iniziato ad alludere a soldi che giravano per favorire la qualificazione dell’uno piuttosto che dell’altro. Ed è sicuramente giusto che si chieda attenzione e vigilanza con tutti questi soldi in ballo. Fatti i calcoli, per una squadra come il Napoli passare il turno sarebbe fondamentale. Eppure quando Cannavaro parlava di “entrare nella storia” ci eravamo per un attimo illusi che si parlasse dell’aspetto sportivo. Della qualità del calcio, non delle sue formalità.