Sceglie la platea della Confcommercio per la prima uscita ufficiale, il ministro delle Infrastrutture e dello Sviluppo economico Corrado Passera. Il focus del suo intervento è sull’economia e sul lavoro: “La disoccupazione nel nostro Paese è molto più alta di quanto le statistiche mostrino: abbiamo un’enorme quantità di disoccupati, sottopagati e cassintegrati”. Questa l’analisi del neo-ministro Passera, intervenuto a Roma alla tappa conclusiva degli Stati Generali dell’organizzazione dei Commercianti. “Come diceva il presidente Sangalli, siamo in un momento difficile, stiamo rischiando di nuovo (come 3 anni fa) di entrare in recessione”, sottolinea Passera. Il ministro dello Sviluppo economico ieri ha avuto un incontro con banche, imprese, assicurazioni e cooperative. Ma all’uscita dal dicastero di via Veneto il presidente di Confindustria Marcegaglia, il presidente dell’Abi Mussari e gli altri rappresentanti convocati, non hanno lasciato commenti nè su i temi discussi nè su eventuali altri incontri. Anche Passera sceglie di non commentare: “Ho solo ascoltato”, anche se dalle prime indiscrezioni le parti avrebbero parlato della possibilità di “pagare i debiti arretrati della pubblica amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese con titoli di Stato”.

Il presidente della Confcommercio in mattinata aveva detto con decisione che “l’Italia dei consumi e del commercio è già in recessione”. Secondo Carlo Sangalli “un ulteriore inasprimento della tassazione dei consumi non gioverà alla crescita complessiva”, anche perché “la tassazione dei consumi incide di più sui livelli di reddito medio-bassi e risulta controproducente rispetto all’esigenza di recuperare un’ampia evasione dell’Iva”. Sangalli ha ricordato i dati dell’Istat sulle vendite al dettaglio, che a settembre “sono diminuite dell’0,4% rispetto ad agosto e dell’1,6% su base annua. Si tratta – ha precisato – della quinta variazione congiunturale negativa consecutiva”. Per contrastare la recessione, secondo il presidente di Confcommercio, bisogna “fare leva su una rinnovata centralità delle politiche di sviluppo dell’economia reale”. Sangalli pensa ad accelerare le liberalizzazioni, al rilancio delle infrastrutture e dei trasporti, alla promozione dell’energia verde e dell’efficienza energetica, ad una strategia nazionale per il turismo: “E’ arrivato inoltre il momento di un piano d’azione per lo sviluppo dell’economia dei servizi”.