Meno tasse sotto Natale, dal 99 al 82% dell’acconto Irpef, il resto a giugno. Il decreto che riduce l’acconto da versare a fine novembre, il primo firmato dal Premier, Mario Monti, lascerà infatti nelle tasche dei contribuenti italiani poco più di 3 miliardi. Più o meno 400 euro in media a testa – calcola la Cgia – che però non sono un regalo: dovranno essere restituiti l’anno prossimo a giugno, con il saldo finale dell’Irpef. Ma, in tempi come questi, rappresentano una piccola boccata d’ossigeno per attutire l’aumento dell’Iva già scattato oppure da usare per godersi le feste. Con un effetto presumibilmente positivo anche sui consumi.

Plaude Rete Imprese Italia secondo la quale la decisione “permette alle numerose imprese personali, la cui situazione economica è peggiorata nel corso del 2011, di non anticipare tributi che potrebbero risultare non dovuti”. E anche dal Pd si parla di un “buon segnale”. II risparmio sull’acconto Irpef – sottolinea invece Coldiretti – è sufficiente per coprire le spese della tavola a Natale per la quale gli italiani spenderanno poco meno di 3 miliardi di euro”. E Cgia calcola che saranno poco più di 7,2 milioni i contribuenti interessati dalla riduzione dell’acconto con una media di 404 euro. E per quasi 4 milioni di soggetti potenzialmente interessati dalla riduzione dell’acconto Irpef il risparmio oscillerà tra i 100 e i 200 euro. “In una fase di poca liquidità – commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia – questo provvedimento va nella direzioni giusta”.

L’acconto Irpef di novembre scende dunque di 17 punti: dal 99 all’82%. E’ stato firmato dal presidente del consiglio un decreto che differisce al 2012 17 punti percentuali di acconto Irpef ma parallelamente rimpingua il ‘saldo’ che si verserà nel 2012. La norma che consentiva il differimento è prevista dalla manovra adottata nel maggio-giugno 2010 dal precedente governo. L’obiettivo iniziale era quello di ottimizzare le poste economiche del Bilancio, ma l’effetto concreto – anche se nel comunicato ufficiale del ministero dell’Economia non se ne fa cenno – potrebbe anche essere quello di rilanciare i consumi.

Si fissano anche i criteri che vanno seguiti in concreto: “ai contribuenti che hanno già effettuato il pagamento dell’acconto nella misura del 99 per cento – spiega il comunicato del Tesoro – spetta un credito d’imposta pari alla differenza pagata in eccesso, da utilizzare in compensazione con il modello F24. Per coloro che si sono avvalsi dell’assistenza fiscale, i sostituti d’imposta tratterranno l’acconto applicando la nuova percentuale dell’82 per cento. Qualora sia stato già effettuato il pagamento dello stipendio o della pensione senza considerare tale riduzione, i sostituti d’imposta provvederanno a restituire nella retribuzione erogata nel mese di dicembre le maggiori somme trattenute. Nel caso in cui i sostituti d’imposta non siano in grado di riconoscere la riduzione dell’acconto sulle retribuzioni erogate nel mese di dicembre 2011, gli stessi dovranno comunque restituire le maggiori somme trattenute nella retribuzione successiva”.