Un po’ è colpa mia. Il giovedì sera è una delle mie due serate libere della settimana e patisco sempre i molti arretrati di sonno, però con Annozero ero quasi sempre rimasto sveglio fino alla fine. C’era Vauro, alla fine, ma c’era soprattutto la voglia di non darla vinta a chi avrebbe usato anche un calo di audience pur di avere un motivo in più per chiudere una delle rare trasmissioni che, in Rai, parlava di temi altrimenti inascoltati.

Purtroppo non è servito e, come sappiamo, nei confronti di Santoro e di tutta la redazione si è messa in moto una delle più ignobili censure del regime berlusconiano.

Per questo, l’impegno mio e di tanti cittadini è stato immediato all’indomani della proposta di utilizzare canali alternativi per realizzare finalmente una trasmissione di informazione libera da vincoli e padroni.

Per Santoro, ma in particolare per Travaglio e Vauro, io mi butterei in mare. Per quel che conta il mio appoggio, li difenderò sempre e cercherò sempre di difendere la loro possibilità di fare televisione, soprattutto all’interno delle reti pubbliche nazionali. È un nostro diritto e va tutelato.

Però sono davvero deluso da Servizio Pubblico. Mi aspettavo che Santoro, una volta libero dalle tante catene che lui stesso ci aveva raccontato di avere, finalmente avrebbe potuto mandare in onda un programma diverso. Un programma i cui protagonisti avrebbero dovuto essere persone vere, con storie reali, con i problemi che incontrano ogni giorno, ma anche con il loro modo di affrontarli, risolverli.

Invece ci ritroviamo lo stesso prodotto di prima, con gli stessi politici di prima, che imperversano in Servizio Pubblico come in qualsiasi altra trasmissione televisiva e che, dall’alto del loro vergognoso stipendio, ci spiegano come dobbiamo stare al mondo. Con l’aggravante che oggi, non essendoci più il nemico censore, viene a mancare, per noi, il principale motivo per cui prima si restava ad ascoltarli resistendo al sonno e al voltastomaco.

Speravo proprio che i miei dieci euro servissero almeno a evitarmi la faccia di Tosi, ma anche la faccia di Di Pietro (con tutto il rispetto) e di qualsiasi altro personaggio che – basta cambiar canale – puoi ritrovarti, magari in contemporanea, da qualunque altra parte. Ci manca solo che la prossima volta arrivi Belpietro e dopo siamo a posto!

E pensare che, con le due trasmissioni-evento Raiperunanotte e Tutti in piedi! la direzione giusta sembrava essere stata tracciata… Per la prima volta, in quelle trasmissioni, avevo ascoltato operai, ragazzi, signori nessuno fare il loro comizio vero, da inc…ati autentici, con parole che potevano essere le nostre e che arrivavano alle nostre orecchie come una medicina purificatrice, senza che venissero tagliati dopo 30 secondi e senza che qualcuno, nel frattempo, inquadrasse la faccia da schiaffi di Ghedini mentre sogghignava. Non mi permetto certo di voler insegnare il mestiere a Santoro e alla sua bravissima squadra: chiedo solo di osare e di sfruttare le potenzialità e capacità di cui dispongono.

Poi, almeno per una volta, fregatevene dell’Auditel!

Se sarà necessario, credo che ognuno di noi accetterà di tirar fuori altri dieci euro pur di sostenere una televisione finalmente diversa, che non ti faccia dormire perché “tanto l’hai già vista”.