Nella scuola si contano oggi almeno 10 mila insegnanti “in esubero”. Insegnanti di ruolo che hanno perso la cattedra. Pagati e non si sa a far che cosa. L’ultima maximanovra li mette alla sbarra: o si trova un posto dove impiegarli, oppure vengono “collocati in disponibilità”, per due anni con stipendio ridotto all’80 per cento, quindi licenziati. Il grosso di questi esuberi si colloca nella secondaria di secondo grado con quasi 7mila unità, di cui quasi tremila sono insegnanti tecnico-pratici senza laboratorio. Circa 1.200 sono gli esuberi della scuola media mentre quasi duemila sono i maestri in più della primaria, collocati per lo più nelle regioni meridionali, con in testa Napoli e la Campania.

E’ questo il primo nodo che il governo Monti si trova a dover sciogliere. Spiega Pippo Frisone, esperto della Cgil scuola in un articolo pubblicato da www.scuolaoggi.org: “Al neo ministro Francesco Profumo toccherà gestire un funerale che in passato, pur se previsto dalle norme del dlgs 165/01, né destra né sinistra avevano mai avuto il coraggio di celebrare. Ad imporglielo, oltre a Bruxelles, è la perentorietà dell’art.4-terdecies del maxiemendamento sulla stabilità (ex finanziaria), approvato definitivamente dalle Camere, un giorno prima dell’incarico al neo senatore Mario Monti. Con tale norma, data l’informazione alle organizzazioni sindacali, l’amministrazione scolastica ne verifica la possibilità di ricollocazione totale o parziale al proprio interno o in altre amministrazioni, prima nella stessa provincia, poi in altre province della stessa regione ed infine in altre regioni”.

E se queste procedure non otterranno effetto, a questo personale non resterà alternativa al licenziamento? Un interrogativo drammatico a cui si dovrà rispondere. “Gli esuberi – continua Frisone – resteranno un problema aperto fin quando nella secondaria la riforma Gelmini non andrà completamente a regime nel 2015. Quali politiche saranno messe in campo? Gli esuberi saranno abbandonati definitivamente al loro destino o si cercherà quantomeno di trattenere buona parte di loro, riqualificandoli in altre classi di concorso o posti? In passato, negli anni ’80, politiche di riqualificazione degli esuberi furono messe in campo con successo e anche le risorse necessarie. Sarà ancora così o il debito pubblico non lo consentirà più? Riuscirà il neo ministro Profumo a neutralizzare l’art. 4-terdecies del maxiemendamento? Se considera gli esuberi una risorsa da utilizzare farà di tutto per ricollocarli dentro o fuori dalla scuola, se li considera invece un peso inutilizzabile, li abbandonerà al loro destino. Noi ci auguriamo che prevalga , sempre e comunque, l’ipotesi più razionale ed economicamente più vantaggiosa per tutti , cioè, la riqualificazione degli esuberi”.