Ieri sera la seconda puntata di Servizio pubblico di Michele Santoro è stata vista da 2.633.00 con il 10.42% di share. Ma c’è già un piccolo giallo sull’orario di pubblicazione dei dati d’ascolto, molto ritardato rispetto al solito. “E’ anomalo che i soci di maggioranza del consorzio Auditel, Rai, Mediaset e le altre televisioni private – spiega Roberto Rao, capogruppo Udc, in commissione Vigilanza -, non si chiedano il perché di un ritardo quanto mai sospetto in una giornata come quella di oggi, in cui c’è grande attesa per il risultato della seconda puntata del programma di Santoro, andata in onda sulla multipiattaforma (televisioni locali, satellite e web)”.

“E’ molto difficile che questa volta possano ridurci al silenzio”. Lo ha detto Michele Santoro aprendo la seconda puntata di ‘Servizio Pubblico’. Il riferimento era al successo di ascolti ottenuto una settimana fa: poco piu’ del 12 per cento di share, oltre ad alcune centinaia di migliaia di contatti unici sui siti web che mandavano in onda la trasmissione. “Avete praticamente fatto nascere improvvisamente una nuova televisione – ha detto Santoro -, che e’ diventata la terza televisione del Paese quella sera. E inoltre, che e’ ancora piu’ straordinario, ne avete fatta nascere un’altra della stessa potenza sul web. Per cui possono fregate tutti i ripetitori che vogliono, come hanno fatto ieri notte a Bergamo, ma e’ molto difficile che questa volta possano ridurci al silenzio”. E infine: “Il Paese sta cambiando non solo perche’ c’e’ la crisi, sta cambiando anche perche’ tante persone hanno smesso di avere paura. Stiamo riscoprendo l’orgoglio di essere italiani”.

A proposito dei ripetitori rubati, Giuseppe Giulietti, portavoce di articolo 21, annuncia la presetazione, oggi, di un’interrogazione rivolta al ministro dell’Interno, sulla “improvvisa scomparsa di centinaia di antenne della emittente Telelombardia”, che “consentivano la copertura di quasi tutto il bacino della regione Lombardia”, avvenuta “alla vigilia della seconda puntata della trasmissione”, Nell’interrogazione si chiede “quali indagini siano state promosse per individuare i responsabili del furto e del danneggimento grave di Telelombardia, quali misure siano state o saranno predisposte per garantire la sicurezza degli impianti e per prevenire ulteriori episodi di questa natura sia a carico di Telelombardia, sia a carico di tutte le altre emittenti che hanno generosamente scelto di sostenere e di promuovere la nuova esperienza editoriale”. Questo “premesso che, in numerose occasioni, gli autori della trasmissione sono stati fatti oggetti di richieste di censura e di manifestazioni di intolleranza da parte di facinorosi di varia natura”.