La prova dell’aula per Berlusconi sarà martedì. Il premier ha blindato il maxiemendamento in Senato ma prima ci sarà il passaggio a Montecitorio dove si voterà il rendiconto generale dello Stato. Sul quale lo scorso 11 ottobre la maggioranza era stata sconfitta. In via dell’Umiltà sono già molti a temere che l’8 Novembre possa essere la Waterloo del Cavaliere, il casus belli per costringerlo a lasciare. La fronda continua ad allargarsi. Oggi anche Alessio Bonciani e Ida D’Ippolito Vitale hanno deciso di lasciare il Pdl e passare all’Udc. Si aggiungono ai  sei “ribelli dell’Hassler”, riuniti da una lettera e da un’unica regola: d’ora in poi manterremo le mani libere. Daranno il loro sostegno al governo di volta in volta, dopo aver valutato nel merito ogni provvedimento. I ribelli non “danno nulla per scontato, se non arriverà presto una risposta politica alle loro richieste” contenute nella lettera. Berlusconi è avvertito: serve subito un cambio di passo, va allargata la maggioranza. Anche Pippo Gianni del Pid annuncia che voterà contro la fiducia. Mentre gli ex responsabili Amerigo Porfidia, Elio Belcastro e Arturo Iannaccone, lasciano il gruppo di Popolo e territorio per iscriversi al Misto e costituire la componente  “Noi per il partito del Sud-Lega Sud”. Ma i tre confermano “la fiducia al governo”, ha garantito Iannaccone.

Isabella Bertolini chiarisce: “E’ da questa estate che siamo critici sulla politica economica. Attendiamo una risposta politica dal premier, valuteremo i singoli provvedimenti che il governo presenterà in Parlamento”. I frondistì pidiellini guidati da Roberto Antonione, dunque, rilanciano e cercano nuove adesioni. Ieri, a cena, tre si sono ‘sfilatì. Gli scajoliani Andrea Orsini e Paolo Russo hanno lasciato la riunione quando si sono accorti che “si stava andando oltre e l’obiettivo era far cadere Berlusconi, non rafforzare il governo”: i due deputati, dunque, restano fedeli al premier, come deciso da Claudio Scajola, che, per ora, garantisce pieno appoggio all’amico Silvio sulle misure anticrisi. Anche Guglielmo Picchi non ha firmato nulla e si riserva di sciogliere in futuro ogni riserva sulla sua collocazione politica.

L’obiettivo dei ‘dissidentì è quello di creare un nuovo gruppo parlamentare autonomo dal Popolo della libertà. Un progetto che sarebbe stato messo sul tavolo dei numerosi incontri della giornata di ieri. Anche se non tutti sono d’accordo. C’è chi tra i ‘malpancistì vorrebbe accelerare (come Fabio Gava), c’è chi resta attendista e chi, invece, spinge perchè si dia comunque vita a una componente autonoma del gruppo Misto, che convogli gli scontenti e costituisca il nucleo fondante di un eventuale gruppo autonomo. Allo stato, i numeri per partire non ci sono e Antonione sta lavorando per convincere altri delusi a firmare la lettera. In queste ore si parla anche di new entry tra gli ‘ex responsabilì. Non a caso Luciano Sardelli (che ieri si è affacciato alla cena dell’Hassler) osserva: “Sono con i sei deputati, condivido in pieno i toni della lettera. E’ il momento di fare un nuovo gruppo costituito da liberali e riformisti, che coinvolga tutti i moderati”. Michele Pisacane, deputato di Pt, smentisce ‘fughè: “Perchè mai dovrei lasciare la maggioranza? Mica un giorno faccio una cosa e poi il giorno dopo ne faccio un’altra”.