Il palco di Tuttinpiedi!

Questa sera alle 21.00 il fattoquotidiano.it trasmetterà in diretta streaming il debutto di Servizio pubblico, il format televisivo che riporterà in onda Michele Santoro e l’ex squadra di Annozero.

Sarà il primo atto della “rivolta del telecomando”, così come annunciato in conferenza stampa martedì scorso? Per il momento non lo sappiamo, ma le avvisaglie ci sono tutte. A partire dai 100mila telespettatori che si sono autotassati di 10 euro per sostenere la sottoscrizione popolare lanciata dall’ex conduttore Rai. Una raccolta fondi che ha superato ogni più rosea aspettativa. Confermando quello che Santoro dice da tempo, almeno da quando, due anni fa, organizzò a Bologna Raiperunanotte. E cioè che ormai i telespettatori “utilizzano il telecomando come se fosse il mouse del computer”, operando una scelta minuziosa su quali informazioni e prodotti fruire. Come su Internet, appunto. E’ anche per questo che il ritorno sugli schermi della “banda Santoro” sarà rigorosamente in multi-piattaforma: un metodo innovativo di irradiare il proprio segnale che debuttò proprio con l’evento bolognese di due anni fa, trovando, l’anno dopo, la sua consacrazione con Tuttinpiedi!, la trasmissione-kermesse organizzata assieme alle tute blu della Fiom.

Oltre che sul fattoquotidiano.it, il talk sarà trasmesso anche dai portali di Repubblica e Corriere della Sera. E fuori dalla rete,  andrà in onda sul satellite con Sky Tg24, in modulazione di frequenza con Radio Capital e sul digitale terrestre grazie a un network di televisioni regionali, capitanate dalla milanese Telelombardia di Sandro Parenzo.

Titolo della prima puntata sarà Azzerare la casta (non Scassare la Casta come annunciato in precedenza) e parteciperanno in studio Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, il patron di Tod’s Diego Della Valle. Assieme a loro un ricco parterre di giornalisti: Mario Mieli, direttore di Rcs Libri, Luisella Costamagna e Franco Bechis. A Mieli sarà affidata l’analisi della situazione, ora “che il tappo è saltato” (come disse a proposito di Berlusconi in una delle ultime puntate di Annozero), mentre i due cronisti avranno il compito di tenere sulla graticola con domande difficili gli ospiti principali. E se si parla di casta, non potevano certo mancare Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, autori dell’omonimo best-seller, che racconteranno tutte le promesse non mantenute dai parlamentari sui tagli alla politica. Presenti anche i giovani indignados, protagonisti delle proteste davanti alla sede della Banca d’Italia, e il faccendiere latitante Valter Lavitola che interverrà in collegamento dal suo buen retiro.

Tuttavia, a fianco degli ospiti, la trasmissione la faranno i pezzi da novanta dell’ex squadra di Annozero: Marco Travaglio, che introdurrà il programma con una striscia intitolata “La balla della settimana” e Vauro con le sue vignette. E poi Giulia Innocenzi, il volto di generazione zero, che quest’anno sarà la testa di ponte fra lo schermo televisivo, Internet e i social network. Non solo con ospiti che provengono dal mondo del web, come Marco Savari, animatore della pagina Facebook “Licenziamo la casta”, ma con veri e propri sondaggi lanciati sul social network che diventeranno argomento di discussione per gli ospiti in studio.

La scaletta sarà arricchita anche da servizi e inchieste filmate che sono sempre stati uno dei punti cardine dei programmi firmati da Santoro. Per la prima puntata è in programma un’intervista a Chiara Danese, la 19enne che, assieme ad Ambra Battilana, si è costituita parte civile nel processo sulle notti bollenti nella residenza del premier a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti.

Infine l’ideazione scenografica, curata come sempre da Filippo Bartolini, mutuerà l’allestimento di Tuttinpiedi!, dove, alla Villa Angeletti di Bologna, il palcoscenico era sovrastato da tre torri che all’occorrenza si trasformavano in palchi minori per gli interventi di ospiti e co-conduttori. La principale differenza sarà che al posto delle torri ci saranno delle gru. Una scelta non casuale, dato che è stato il simbolo della protesta più estrema di migranti e lavoratori per dare visibilità alle loro battaglie. “In questi ultimi anni tanti italiani e migranti sono dovuti salire sulle gru per riaffermare diritti violati. Ora ci saliamo anche noi perché come loro, la nostra è una televisione senza cittadinanza”, ha detto Santoro.

La gru sarà anche il simbolo per rappresentare in maniera iconografica la mission del nuovo progetto: “Essere l’anello di congiunzione fra le piazze in movimento e il palazzo fermo nella sua autoreferenzialità”. E sulla gru assieme a Santoro e ai suoi ospiti ci sarà anche il sito Internet del Fatto Quotidiano.

Aggiornato da Redazione web il 3 novembre 2011