14,21. Berlusconi ha la fiducia. Il governo Berlusconi ha ottenuto la fiducia alla Camera con 316 sì e 301 no su 617 votanti.

14,19. Berlusconi convince Pisacane a votare. Applauso per l’onorevole Michele Pisacane (Pt), convinto a votare la fiducia direttamente da Berlusconi. L’interessato commenta: “Voto sempre alla seconda chiama, per scaramanzia”.

14,13. Bindi: “I radicali si comportano da autosospesi”. ”I radicali sono entrati in aula prima che fosse dato il nostro segnale: i numeri adesso li verificheremo, ma il problema è che continuano a comportarsi da autosospesi”. Lo dice la vicepresidente del Pd Rosy Bindi commentando il voto dei deputati radicali. “Adesso le strade si dividono e la nostra, checchè ne dica Pannella, va dalla parte giusta”, ha aggiunto.

13,56. Lupi: “La fiducia c’è”. Il numero legale è stato raggiunto e il governo ha già ottenuto alla prima chiama 315 sì alla fiducia. Lo annuncia ai giornalisti in Transatlantico il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi.    “Alla prima chiama hanno risposto – spiega – 322 deputati, di cui 5 radicali e 2 Svp. Sette sono stati i no e 315 i sì, quindi c’è il numero legale e ci sarà ampiamente la maggioranza. E’ la migliore risposta ai tentativi dell’opposizione”. Mentre è in corso la seconda chiama, altre fonti della maggioranza affermano che sono già stati raggiunti i 316 voti, quindi la fiducia.

13,54. Bindi. I radicali “stronzi”. Dopo l’ingresso dei radicali in aula, siparietto tra Maurizio Lupi (Pdl)  Rosy Bindi (Pd). “Ora che hanno votato i radicali entrate, non restate qui. Fate presto”. Così un sorridente Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, si rivolge all’ingresso dell’emiciclo alla presidente dell’Assemblea del Pd, Rosy Bindi.Lei allarga sconsolata le braccia e poi, quando Lupi con una battuta le fa presente che “i voti sono voti”, replica ironica: “no, gli stronzi sono stronzi”.

13,53. Raggiunto il numero legale. Al termine della prima chiama, hanno risposto 319 deputati. Il numero legale è stato quindi raggiunto.

13,48. Le opposizioni entrano a votare. Dopo il voto dei radicali, che hanno salvato il numero legale, anche le opposizioni sono entrate in aula a votare. A quel punto anche i deputati del Pd sono entrati in aula, accolti dalle urla della maggioranza. Entrati anche i rappresentanti dell’Svp, che hanno espresso il loro no al governo.

13,41. Insulti ai radicali che entrano in aula e votano. Nel cortile di Montecitorio, è esploso il grido “bastardi” da parte di deputati dell’opposizione all’entrata in aula del gruppo radicale. I cinque deputati radicali hanno partecipato alla votazione sulla fiducia nell’Aula della Camera. I Radicali, gli unici dell’opposizione a rispondere alla prima chiama, hanno votato tutti contro la fiducia. Ma la loro presenza potrebbe garantire il numero legale e quindi la validità della votazione, che le altre opposizioni puntavano a far saltare.

13,37. La Russa: “Senza maggioranza numerica, Berlusconi al Colle”. ”Se non dovessimo raggiungere la maggioranza numerica, cosa che secondo me non accadrà, credo che il presidente del Consiglio debba andare a riferire la situazione in un colloquio con il Capo dello Stato. La maggioranza politica ce l’abbiamo, ora bisogna vedere se c’è quella numerica”. Lo afferma il ministro della difesa Ignazio La Russa.

13,05. Uffici della Camera: oggi il numero legale è a 265. Il servizio Assemblea della Camera precisa che, ai fini del computo del numero legale, è indifferente se il deputato im missione abbia poi effettivamente partecipato o meno al voto. Il riferimento è al secondo comma dell’articolo 42 del regolamento della Camera: “I deputati che sono impegnati per incarico avuto dalla Camera, fuori della sua sede, o, se membri del Governo, per ragioni del loro ufficio sono computati come presenti per fissare il numero legale”.

12,47. I radicali non partecipano alla prima chiama. I cinque deputati radicali non hanno partecipato alla prima chiama. Il loro apporto avrebbe potuto rivelarsi fondamentale per il raggiungimento del numero legale.

12,46. Giustina Destro conferma che non voterà la fiducia. “Non ho nulla da chiedere e pertanto posso permettermi la libertà di offrire. Offro al mio Paese, in qualità di Deputato della Repubblica, di rappresentante del Popolo italiano, la mia totale responsabilità di una decisione maturata con consapevolezza e sofferenza”. Così Giustina Destro, ex sindaco Pdl di Padova, ribadisce in una nota il suo no al  governo Berlusconi.

12.44. Scajola vota la fiducia. Claudio Scajola ha votato la fiducia al governo nell’Aula della camera. Poco prima aveva votato anche il leghista Stefano Stefani, che è ammalato ma è venuto comunque in Aula e per questi è stato applaudito dai compagni di partito.

12,42. Sardelli non risponde alla prima chiama. ”Non lo faccio per una questione personale, ma la situazione così non può andare avanti per cui ho ribadito a Berlusconi la mia intenzione di non partecipare al voto di fiducia”, ha poi spiegato Sardelli.

12,39. Colloquio Berlusconi-Sardelli. Silvio Berlusconi sta ricevendo Luciano Sardelli nella sala del governo di Montecitorio. Sardelli aveva annunciato che non avrebbe partecipato al voto di fiducia.

12,35. Camera, iniziata la “chiama” per il voto di fiducia.

12,31. Pisacane (Pt) non voterà la fiducia. A pochi minuti dal previsto inizio delle voto, Michele Pisacane, di Popolo e Territorio, risulta, secondo quanto viene riferito, assente. Sempre secondo quanto riferiscono fonti parlamentari, non dovrebbe votare la fiducia.

12,26. Numero legale sul filo, l’incognita dei radicali. Secondo gli ultimi conteggi interni ai partiti, Pdl, Lega e Popolo e territorio raggiungerebbero quota 313-314. L’opposizione ha deciso di disertare la prima chiama e probabilmente anche la seconda, puntando alla mancanza del numero legale e all’annullamento della seduta. Resta l’incognita dei radicali. Se tutti e cinque entrassero in aula, il numero legale si raggiungerebbe. Ma le opposizioni potrebbero non votare comunque. “I radicali hanno diritto a fare quello che vogliono, ma non cambia nulla”, ha spiegato Massimo Donadi, capogruppo Idv, “o la maggioranza ha il numero legale da sola o non ce l’ha. In quest’ultimo caso, con ogni probabilità non parteciperemo al voto”.

12,22. Il Pdl: “Siamo 317, ce la faremo”. E’ fissata a quota 317 l’asticella per il voto di fiducia alla Camera, stando agli ultimi conti fatti dalla maggioranza. Mentre prosegue a Montecitorio una girandola di incontri e telefonate, fonti Pdl fanno infatti sapere che, anche al netto dell’eventuale assenza o voto contro di Luciano Sardelli, i sì al governo Berlusconi dovrebbero essere 317.

12,16. Sardelli ribadisce: “Non voto”. “Ho detto a Berlusconi che non voto la fiducia e che dovrebbe fare un passo indietro e trovare una soluzione perché così non si va avanti”. Così Luciano Sardelli ai giornalisti che lo interpellano conferma la sua posizione, che smentisce le parole del premier.

12,07. Berlusconi: “L’importante è vincere”. Il governo raggiungerà quota 316 per la fiducia? “Non lo so, importante è che vinciamo sulla sinistra che ha inscenato questa farsa delle assenze”. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, allontandosi dall’Aula di Montecitorio per una breve pausa alla buvette.

12,05. Il mistero Sardelli. “Sardelli c’è e vota”, assicura Silvio Berlusconi a proposito del “responsabile” riottoso. Ma contemporaneamente lo stesso Sardelli ribadisce: “Non voto”, e aggiunge di avere deputati “più che sufficienti” a non consentire a Silvio Berlusconi di avere la fiducia.

12,03. L’opposizione: la maggioranza non ha i numeri. Secondo i conti dell’opposizione, la maggioranza potrebbe non garantire il numero legale necessario per procedere al voto di fiducia. Si fermerebbe a 315 i partecipanti al voto, al momento. Il calcolo viene fatto sull’ultima fiducia quando la maggioranza ottenne 317 voti. Contando gli assenti Ronchi, Calearo e Porcu, arriverebbe a 320. Da questi 320, l’opposizione scala: Franzoso, Gava, Destro, Papa e Versace. Quindi, si scende a 315. Il numero legale non ci sarebbe. Secondo la maggioranza, invece, in base al regolamento della Camera il numero legale sarebbe proprio di 315.

11,47. Sardelli (Responsabili): “Dico a Berlusconi di salire al colle”. “Non parteciperò al voto. Sto per incontrare Berlusconi per dirgli di salire al Colle per aprire una nuova fase”. Così Luciano Sardelli, all’Ansa, dopo un incontro con il segretario Udc Lorenzo Cesa.

11,44. Le opposizioni: “Partecipiamo al voto solo se maggioranza garantisce numero legale”. L’orientamento prevalente di tutte le forze di opposizione Pd, Udc, Idv, Api, Mpa e Libdem) è quello di partecipare al voto solo dopo che la maggioranza è in grado di dimostrare di aver raggiunto in aula il numero legale di presenti. E’ quanto emerge da una riunione dei capigruppo delle opposizioni. Il numero legale è di 316 voti (la metà più uno dei deputati). Se non fosse raggiunto, sarebbe necessario riconvocare la seduta per un nuovo voto di fiducia e potrebbe così crearsi un blocco dei lavori della Camera. Anche il deputato Santo Versace, passato dal Pdl al Misto, ha annunciato che voterà contro la fiducia, ma solo dopo che il governo avrà assicurato il numero legale.11,35. Ascierto (Pdl): “Con le stampelle ma voto”. “Sono a Roma, voterò sicuramente la fiducia al governo, arrivo con le stampelle, mi sono tolto il gesso, non ci sono problemi”. Lo assicura Filippo Ascierto, deputato Pdl, smentendo le voci sulla sua presenza oggi a Montecitorio a causa di un’operazione alla gamba. Per lui si pensa a un trasporto in elicottero.

11,33. Grande Sud dà la fiducia. Maurizio Iapicca di Grande Sud conferma la fiducia al governo. E’ l’ultima dichiarazione di voto, la seduta è sospesa fino alle 12,30, quando comincerà la “chiama” al voto di fiducia.

11,25. Cicchitto (Pdl) attacca Fini. Per il Pdl, Fabrizio Cicchitto attacca frontalmente il presidente della Camera Gianfranco Fini. “Lei ha disconosciuto le sue stesse parole il 21 maggio dell’anno scorso”, quando “disse che l’esigenza della Giunta per il Regolamento è realizzare l’equilibrio tra forze di maggioranza e opposizione. Facciamo una valutazione politica, se lei non può fare il presidente della Camera, si dimetta e partecipi alla lotta politica, fare le due cose insieme è un’impresa impossibile anche per uno abile come lei”. Quanto al governo, “auspichiamo che il decreto sviluppo non sia a costo zero”, afferma Cicchitto rivolgendosi al presidente del consiglio a nome del Pdl. L’altro nodo “da prendere di petto” è “l’abbattimento del debito pubblico”, una precondizione per la crescita e per la diminuzione della pressione fiscale.

11,17. Reguzzoni (Lega nord): “Fiducia, ma agiamo su fisco e occupazione”. Anche il capogruppo della Lega nord Marco Reguzzoni attacca l’Aventino dell’opposizione, “un’offesa alla dignità delle istituzioni”. Reguzzoni chiede l’approvazione della bozza Calderoli sul federalismo. Invece oggi la Camera funziona con “regolamenti del secolo scorso”. Ma “le riforme devono essere approvate con una maggioranza più ampia”, e la sinistra non ha mai dimostrato volontà di riformare. Ecco invece le richieste sull’azione di governo. In primo luogo provvedimenti che agevolino l’occupazione femminile, in particolare il part time. E ancora, misure fiscali agevolate per l’acquisto della prima casa da parte dei precari. “Indispensabile la riforma tributaria”, dice ancora Reguzzoni, che attacca le modalità di riscossione di Equitalia. Fiducia confermata.

11,14. Rotondi: “Senza fiducia si vota in autunno”. “Penso che avremo una fiducia ampia per completare la legislatura. In caso contrario, per la prima volta andremo a votare in autunno. C’e’ sempre una prima volta, magari ci sarebbe meno assenteismo”. Cosi’ il ministro per l’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi.

11,11. Moffa (Pt): “Da noi nessun baratto”. Popolo e Territorio garantisce la fiducia. Il capogruppo Silvano Moffa critica “l’Aventino” scelto dalle opposizioni. “Siamo stanchi di sentire che qui c’è il baratto del voto”, afferma, “il baratto è dall’altra parte”. Moffa difende il governo, parla di “congiure di palazzo” e “alternative impossibili”. Sull’economia, l’esecutivo “ha fatto quello che era possibile fare”. E ancora: “Noi di Popolo e territorio non siamo i venduti al principe”. Secondo Moffa, alcuni provvedimenti stanno già ottenendo riscontri positivi, in particolare, sul fronte del lavoro, “l’apprendistato”.

11,05; Nucara (Pri): fiducia, ma pesanti critiche. Il primo a intervenire è il repubblicano Francesco Nucara, che assicura la fiducia, ma accomapgnata da pesanti critiche all’azione di governo e alla mancata scelta del Governatore della Banca d’Italia. “I Repubblicani”, conclude, non sono soddisfatti della politica del governo, ma non vedono alternative”.