Se al Presidente Morales si deve la nuova Costituzione boliviana, che per la prima volta riconosce i diritti dei popoli nativi, la questione dell’autostrada amazzonica sta deludendo il suo elettorato, e minando l’esistenza del suo governo.

Sono infatti due i ministri che, in seguito alle violenze della polizia sulle persone che manifestavano contro la costruzione di questa “grande opera” nel pieno del polmone verde del mondo, si sono già dimessi.

Si possono notare molte analogie fra quanto sta accadendo in Bolivia e ciò che è avvenuto in questi ultimi mesi nella nostra Valle di Susa, anche nelle cariche e nell’uso dei lacrimogeni. Ma soprattutto le differenze. Là, infatti, ci sono ancora ministri con una coerenza, un coraggio e una dignità tali da fargli decidere di dimettersi.