Se in Italia è la multinazionale dell’omeopatia Boiron a minacciare le vie legali, in Usa è lei a essere chiamata davanti a un giudice. Il 4 agosto 2011 è stata depositata una class action (una azione legale collettiva) presso il tribunale di San Diego. Sul banco degli imputati è “Oscillo”, come è comunemente chiamato l’Oscillococcinum, “niente più di una pillola di zucchero che il citato in giudizio [la Boiron n.d.a] ingannevolmente reclamizza come una cura per l’influenza. In realtà Oscillo non ha effetto sull’influenza o sui sintomi che l’accompagnano” si legge sul documento depositato. Su quali basi poggia l’azione legale promossa contro la Boiron? Sul fatto che, secondo il documento

“l’ingrediente attivo riportato in Oscillo, Anas Barbariae Hepatis et Cordis Extractum, non è né attivo nel combattere l’influenza e neppure è di fatto un ingrediente di Oscillo. Anas Barbariae Hepatis et Cordis Extractum è un modo sofisticato del citato in giudizio per nascondere la verità al pubblico. La verità è che Anas Barbariae Hepatis et Cordis Extractum è in realtà un estratto di cuore e fegato di anatra muschiata, non ha qualità medicinali note e oltretutto alle diluizioni estreme dichiarate dal citato in giudizio, non ha alcun impatto sul corpo umano perché non è presente in Oscillo”

Oscillococcinum è un preparato omeopatico con diluizione 200CK. I numeri che leggete sulle confezioni di preparati omeopatici (7CH, 30C,…) indicano la diluizione della sostanza originale. Questa scala di diluizioni è stata introdotta da Samuel Hahnemann, il fondatore dell’omeopatia. Si prende una sostanza e la si diluisce in 100 parti di acqua. Poi si prende un centesimo di questa soluzione e la si diluisce in altre cento parti di acqua e così via. In un preparato 20CH questo processo è stato ripetuto per venti volte. Oltre il 12CH di molecole del preparato originali non ne sono rimaste tracce. Non ce ne sono. Zero. Nulla.

La diluizione di Oscillococcinum è 200CK. La lettera K  indica che le diluizioni successive sono state effettuate on il metodo “Korsakoviano”:

“In un flacone da 15 ml si versano 5 ml del materiale di partenza o ceppo omeopatico e si agita (dinamizzazione). Il flacone viene svuotato per aspirazione in modo tale che resti una quantità di 0,05 ml della diluizione originale (verifica attraverso pesatura).
Nello stesso flacone si versano 5 ml di acqua distillata, si agita, si svuota il flacone per aspirazione e si pesa. Il liquido aspirato è la prima diluizione Korsakoviana o 1K.”

“Ad ogni passaggio il flacone, svuotato per aspirazione, si pesa e si lascia nel flacone stesso 0,05ml della diluizione. L’aggiunta di 5 ml di acqua distillata porta ad una deconcentrazione di 1:100 ad ogni passaggio”

Non che cambi qualche cosa tra 200CH e 200CK : dopo 200 diluizioni di molecole provenienti dall’anatra lì dentro non ce ne sono comunque.

“Oscillo non è altro che zucchero (85% saccarosio e 15% lattosio)” continua la citazione in giudizio. Correttamente bisogna dire che i produttori di preparati omeopatici lo sanno benissimo e non lo nascondono. Anzi, questo fatto è alla base dell’affermazione che la pillola omeopatica non presenta effetti collaterali: “Per forza è sicuro. Non c’è nulla dentro” ha dichiarato un portavoce di Boiron tempo fa in una intervista (Dan McGraw “Flu Symptoms? Try duck” U.S. News and World Report 9 febbraio 1997). Chi crede nell’omeopatia sostiene che, in qualche modo misterioso, l’acqua usata per impregnare lo zucchero “ricordi” in qualche modo di essere stata a contatto con un principio attivo. Nessun esperimento rigoroso e riproducibile però è mai stato in grado di verificare questa affermazione.

Certo è un bel dilemma per i vegetariani: l’Oscillo lo possono assumere? È fatto a partire dal cuore e fegato di anatra (non so sulle confezioni americane, ma su quelle italiane è scritto), però non ne rimane dentro neanche una molecola. Chi teme invece per la sorte delle anatre può trarre un sospiro di sollievo: per preparare le milioni di confezioni di Oscillo vendute in tutto il mondo è servito, in teoria, un singolo animale. Se infatti triturassimo il fegato e il cuore di un’anatra e lo disperdessimo nell’oceano Atlantico questo avrebbe una concentrazione di Anas Barbariae Hepatis et Cordis Extractum ancora molto superiore a quella dichiarata. Di certo i produttori non devono avere grossi problemi di approvvigionamento di materia prima.

p.s. non tutti i preparati omeopatici sono ultradiluiti e questo è forse una delle maggiori cause di confusione. Ieri ho usato una pomata all’arnica “prodotto omepatico” e ho verificato che contiene 4 grammi di arnica su 100 grammi di prodotto. Non ho problemi di principio verso preparati che effettivamente contentono qualche cosa, tanto è vero che l’arnica è usata anche nella farmacopea.