La competenza per la presunta estorsione ai danni di Silvio Berlusconi nell’ambito del caso escort è a Roma. Lo scrive il gip di Napoli Amelia Primavera, secondo quanto anticipato dal Corriere della Sera, nel provvedimento che risponde alla richiesta di scarcerazione di Gianpoalo Tarantini richiesta dagli avvocati Alessandro Diddi e Ivan Filippelli.

Il gip si dichiara incompetente perché “in ordine al reato di estorsione la competenza è dell’autorità giudiziaria di Roma”, si legge nel documento appena depositato. Il gip Primavera aveva firmato gli ordini di custodia cautelare emessi dalla Procura di Napoli contro Tarantini e Valter Lavitola. A quanto si capisce, sono stati il successivo interrogatorio della segretaria di Berlusconi, Marinella Brambilla, e il contenuto della memoria depositata dal presidente del consiglio a cambiare la prospettiva: “La stessa vittima del reato”, scrive ancora il gip, “ha confermato di aver corrisposto le somme di denaro sempre a Roma, traendole da proprie disponibilità liquide che teneva presso la sua abitazione di Palazzo Grazioli. Dichiarazioni credibili con riferimento al luogo della dazione del denaro oggetto dell’attività estorsiva ipotizzata”.

Il provvedimento anticipato dal Corriere fa cadere la questione dell’eventuale accompagnamento coatto di Silvio Berlusconi davanti ai pm di Napoli, che erano determinati a sentirlo come testimone e parte lesa. Ora la palla passa alla Procura di Roma. Immediata la soddisfazione espressa da Niccolò Ghedini, legale del premier e parlamentare del Pdl: “Avevamo presentato una memoria alla Procura di Napoli per chiedere che la competenza fosse trasferita a Roma. Ora vediamo che il gip prende questa decisione, tra l’altro ritenendo credibili le dichiarazioni del presidente Berlusconi contenute nella memoria”. E se “i pm di Roma riterranno di voler sentire il presidente, ovviamente è a disposizione”.

Intanto i pm di Napoli  hanno depositato nuovi atti ai giudici del Tribunale del riesame. Si tratta di intercettazioni telefoniche sul presunto ricatto operato da Giampaolo Tarantini, attualmente in carcere, ai danni del premier Berlusconi. L’udienza dinanzi al Riesame è prevista domani mattina.