Il lavoro, le imprese, il credito e lo Stato: sarebbero queste le linee guida del piano decennale per la crescita, proposto dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti al tavolo per lo sviluppo che si è svolto stamane al Tesoro. “Il momento è assolutamente complesso ma proprio per questo dobbiamo dare l’idea di cosa fa questo Paese nei prossimi 10 anni, per almeno tre legislature” avrebbe detto il ministro, che poi avrebbe incaricato Ignazio Visco (Banca d’Italia) di scrivere il documento.

I primi provvedimenti, che a sentire Tremonti avrebbero costo zero, dovrebbero arrivare nel giro di dieci giorni: si tratterebbe di un decreto sulle infrastrutture e da subito si procederebbe alla “manutenzione” delle misure già varate. Per far ciò, il tavolo di confronto al Tesoro si riunirà nuovamente mercoledì prossimo. Possibile l’adozione di una norma “alla greca” per le liberalizzazioni, così come suggerito dall’Ue. “Si potrebbe inserire per legge – avrebbe detto Tremonti – la modifica dell’articolo 41 della Costituzione, cioè tutte è lecito se non espressamente vietato”.

La ricetta studiata dal ministro, inoltre, non si baserebbe solo sull’azione “tecnica”, ma prevederebbe anche una strategia particolare d’intervento e di comunicazione. “Dobbiamo fare un po’ di marketing per l’Italia perché serve un po’ di allure che ci dia il respiro di grandi opere” avrebbe annunciato il ministro che poi, citando Bismark, avrebbe aggiunto che “se il popolo sapesse come sono fatte le sue salse e le sue leggi non le mangerebbe”. Il titolare dell’Economia, inoltre, avrebbe affrontato la questione Fiat, sostenendo che è necessario dare “delle risposte a Marchionne se fa il demonio e dice che non vuole stare in Italia perché c’è il sindacato. Ci sarà una ragione – ha detto Tremonti – se Marchionne dice che deve uscire da Confindustria se vuole stare in Italia”.

La notizia del lancio del piano decennale per la crescita, però, diventa subito un giallo. Dopo l’uscita delle prime indiscrezioni, infatti, il portavoce del ministro dell’Economia ha bollato come “totalmente infondate” le frasi che Tremonti avrebbe pronunciato durante il tavolo  l’incontro. La smentita, tuttavia, chiarisce ben poco: è infondata la prossima adozione del provvedimento di crescita o quanto affermato da Tremonti (specie per quanto riguarda la stilettata sulla questione Marchionne-Confindustria)? La seconda ipotesi potrebbe essere quella più concreta, specie alla luce delle dichiarazioni dell’ad Fiat a Bloomberg sul declassamento italiano. “Non è più tempo per impegni, nebulosi, imprecisi e non dettagliati. L’intera questione sull’austerità è cruciale. L’Italia deve rafforzare i suoi impegni per ripianare il bilancio al fine di convincere il resto del mondo sulla sua serietà” ha detto Marchionne, con Tremonti che, evidentemente, avrebbe risposto a distanza alle parole del manager. Ma per il suo portavoce il professore non avrebbe aperto bocca. Chissà.

In attesa della risoluzione dell’arcano, nel frattempo continuano ad arrivare brutte notizie per il nostro Paese. Il Fondo monetario internazionale, infatti, ha tagliato le stime di crescita per l’Italia, il cui pil crescerà quest’anno dello 0,6%, ovvero 0,4 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di giugno, e dello 0,3% nel 2012 (meno 1 punto percentuale). Le previsione negative, tuttavia, non risparmiano nessuno. Per l’Fmi, infatti, andranno male anche le economie di Eurolandia e gli Stati Uniti, con la zona euro che crescerà quest’anno dell’1,6% e il prossimo dell’1,1% (0,4 e 0,6 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni di giugno) e gli Usa che nel 2011 freneranno addirittura di un punto percentuale rispetto alle previsioni di giungo (crescita dell’1,5% nel 2011 e dell’1,8% nel 2012). Appena meglio i tassi di crescita per le economie emergenti, il cui pil complessivo del 2011 crescerà del 6,4% (-0,2 punti percentuali rispetto alle previsioni di giugno) e del 6,1% nel 2012 (-0,3%). Scorporando il dato, inoltre, emerge come la Cina, pur continuando ad essere il motore dell’economia mondiale, vedrà una crescita annuale del pil del 9,5% (-0,1 punti percentuali) e del 9,0% nel 2012 (-0,5 punti percentuali). L’India, invece, crescerà del 7,8% quest’anno (-0,4 punti percentuali) e del 7,5% nel 2012 (-0,3 punti percentuali).

Per il Fondo monetario internazionale, poi, il “rafforzamento del sistema finanziario resta la priorità dell’Europa” , mentre “alle istituzioni finanziarie fragili deve essere chiesto di raccogliere capitale, preferibilmente attraverso soluzioni private”, sottolineando che “se soluzioni private non sono disponibili, le istituzioni finanziarie dovranno accettare iniezioni di capitale pubblico o l’appoggio dell’Efsf o la ristrutturazione”.