Due colossi del mondo cooperativo rosso dell’Emilia Romagna, le imprese di costruzione Coopsette e Unieco, sono tra gli sponsor del Giro della Padania promosso dalla Lega Nord. Mentre militanti dei partiti di sinistra, del Prc ma anche del Pd, contestano la gara ciclistica e gli amministratori di centrosinistra hanno negato il passaggio sui loro territori, come accaduto a Piacenza, le due mega cooperative di costruzioni con sede a Reggio Emilia e fatturati importanti in Italia e all’estero hanno deciso di essere di mettere mano al portafogli e finanziare l’iniziativa promossa dal Carroccio tramite regolarissimi contratti di sponsorizzazione.

“Collaboriamo per raggiungere un pubblico numeroso”. Per Coopsette nessun problema. “Siamo un’impresa dalla mentalità aperta e non ci spaventa sponsorizzare eventi come la festa del Pd, il meeting di Comunione e Liberazione a Rimini oppure il Giro della Padania”, afferma il vice presidente Flavio Ferrari. Il numero due di Coopsette evita qualsiasi accenno alle polemiche e gli scontri che stanno avvenendo nel corso delle tappe di una competizione sportiva che pur conta sul riconoscimento dell’Uci, l’Unione ciclistica internazionale. “Non entriamo nel discorso”, dice infatti Ferrari. “Noi non facciamo discriminazioni scegliendo di collaborare con amministratori di tutti i colori per raggiungere un pubblico numeroso”.

Del resto business is business e, si sa, la pubblicità – fatta anche attraverso un marchio che compare sullo sfondo in una discussa manifestazione sportiva – ne è l’anima. Ma come si è arrivati alla sponsorizzazione da parte delle due coop rosse? Il deputato leghista di Reggio Emilia Angelo Alessandri, che è anche presidente dalla commissione ambiente e lavori pubblici della Camera spiega: “Il Giro di Padania è una bella opportunità. Gli sponsor sono stati cercati dal territorio e sul territorio, attraverso Province e Regioni che si sono mosse e hanno chiesto a vari soggetti economici. Coopsette e Unieco? Sono state individuate dal comitato promotore, che non è neanche tutto targato Lega Nord. Da dove siano arrivate queste sponsorizzazioni non ci interessa. A noi interessa che sia stato svolto l’evento. Niente di politico. Peccato che qualcuno non lo capisca e strumentalizzi la cosa”.

Costruzioni anche all’estero, dalla Bulgaria alla Turchia. Già, a una manifestazione serve denaro perché venga realizzata. E bussando a questi due colossi si sapeva che qualcosa si sarebbe potuto mettere insieme. Unieco, “costruttori dal 1904”, come racconta sul suo sito, è accreditata tra i primi 10 general contractor italiani e lavora tra edilizia, laterizi, settore ferroviario e ambiente varcando anche i confini nazionali. Lo scorso 5 settembre, infatti, annunciava la prossima realizzazione di una discarica a Sofia, Bulgaria, in consegna per il 2013, mentre tra altri lavori recenti compaiono centri commerciali, poli scolastici e tangenziali.

Coopsette, invece, segna le sue origini all’inizio del Novecento dandosi forma aziendale nel 1977, dopo l’unificazione di alcune cooperative edili. Con un valore della produzione nel 2011 di 500 milioni di euro e 870 dipendenti, si muove in settori molti simili a quelli dell’altra realtà cooperativa emiliana arrivando anche in Turchia, dove segue, all’interno di un raggruppamento temporaneo d’imprese, dell’ampliamento della tramvia di Kayseri.

Nel passato qualche ombra: tangentopoli e i sospetti sui subfornitori. Dopo gli inciampi giudiziari degli anni Novanta, però, prendono le distanze da qualsiasi schizzo di fango venga rivolto a loro. Due decenni fa, ai tempi di tangentopoli, entrambe finirono nel mirino della procura di Milano per gli appalti della metropolitana del capoluogo lombardo. La magistratura era tornata poi a occuparsi di Unieco nel 2008. La procura di Lucca voleva infatti vederci meglio negli incartamenti relativi alla costruzione di un pontile al lido di Camaiore e di un plesso scolastico. E da Reggio Emilia si rispondeva che tutto era regolare tanto che nessun esponente della cooperativa emiliana risultava raggiunto da informazioni di garanzia.

Ma ancora, più recentemente, una pubblicazione e la stampa locale avevano sollevato sospetti a proposito di subfornitori delle due cooperative, subfornitori che si dicevano in odor di criminalità organizzata. “Le ditte richiamate”, avevano ribattuto le società, “sono state fornitrici delle nostre cooperative come di altre centinaia di imprese. Coopsette e Unieco seguono rigorosamente tutte le procedure e le norme previste dalla legge e operano esclusivamente con imprese in regola con i controlli effettuati dagli apparati dello Stato”.

di Antonella Beccaria e Matteo Incerti