Ma benedetto ragazzo, proprio con lei doveva farsi beccare? Parlo di Italo Bocchino e del suo incontro estivo con Sabina Began, quella che i giornalisti con scarsa fantasia continuano a chiamare «l’ape regina» dell’alveare di Arcore.

Non bastava il flirt con Mara Carfagna, con conseguente crisi matrimoniale (di lui). Il recidivo questa volta passa un weekend di fuoco con la Began (che cosa avete capito? a parlare di Silvio: su questo, almeno, le loro versioni collimano) dopo averla scorrazzata in auto blu per la costiera amalfitana. Non contento, le manda pure messaggini da liceale (“Mi vuoi perché te lo chiedo io o perché mi desideri?”).

Poi il futurista si stupisce perché la cocca di papi (ha tatuate sulle gambe le sue iniziali S.B.) lo sputtana via stampa. E peggiora ulteriormente le cose spiegando che lui mica è scemo, che aveva capito benissimo che a mandarla era stato Berlusconi: “Voleva convincermi che Silvio vuol bene a me e a Fini, che vuole solo amore intorno a sé. Ma affidare alla Began una mediazione è come fare Rambo ambasciatore”.

Una Rambo “fuori di mondo, simpatica”. Così simpatica che diffonde urbi et orbi gli sms di Italo. Tanto simpatica che lui risponde annunciando querela nei suoi confronti per diffamazione a mezzo stampa. E qui possiamo capirlo, perché sui giornali c’è scritto Bocchino, ma tutti hanno letto allocco.

Non c’è niente da fare, questi di Fli con le donne non hanno proprio fortuna. E non solo con loro, ché al gioco (della politica) non pare che gli vada molto meglio.