Mi sono imbattuto per caso nella notizia secondo la quale Lou Reed e i Metallica faranno uscire un disco insieme. Si chiamerà “Lulu” e uscirà il 31 ottobre. Dolcetto o scherzetto? Quel giorno sarà Halloween e verrebbe da pensare a uno scherzo, invece è tutto vero.

L’annuncio, a quanto pare, non è nemmeno di primo pelo: da tempo si vociferava di questo strano connubio. Premesso che “Il Metal” non è proprio “nelle mie corde”; Slayer, Pantera e compagnia bella viaggiano lontano dalle mie orbite, anche se non è possibile non riconoscere la centralità dell’opera di alcune di queste band. Nello specifico, la musica dei Metallica ha l’indiscutibile pregio di aver saputo canalizzare – nel corso del tempo – l’attenzione non solo dei “metallari” ma anche quella di un pubblico sicuramente più eterogeneo. Di Reed invece che dire? Niente di più di quanto già detto e ridetto da altri, l’oscurità e il vizio – in ambito musicale – hanno origine proprio con i Velvet Underground (Cfr. Umberto Palazzo), e sono proseguiti anche quando l’inquieto musicista è stato chiamato a dimostrare il proprio talento “in solitaria”.

Ora, si potrebbe aprire un piccolo recinto e riporre al proprio interno una serie innumerevole di domande, quali ad esempio: che cosa hanno da spartire Hetfield e soci con il chitarrista statunitense? Oppure, sarà un album dei Metallica feauturing Lou Reed o viceversa? E se fosse un progetto laterale nel quale “I Ragazzi” hanno dato libero sfogo a tutto e il contrario di tutto? Magari è soltanto un’operazione commerciale volta al rilancio della carriera di entrambi…

Piano, non spingete e, soprattutto, chiudete quel recinto; a sciogliere i dubbi e a dare tutte le risposte del caso ci hanno pensato dapprima i quattro yankees (“Un progetto che si rivela attraverso dieci nuove canzoni e sinceramente non vediamo l’ora che esca l’album”) e in seguito Reed stesso, le cui dichiarazioni, hanno inequivocabilmente infiammato l’attesa: “La musica concepita per Lulu è forse la miglior cosa mai fatta e non solo da me”. Ecco, non è questo il momento per capire se le affermazioni del cantautore newyorkese siano il frutto di strategiche esagerazioni o corrispondano a verità assolute; la musica rock è piena di capolavori annunciati, soprattutto tramite le bocche fameliche dei protagonisti, i quali più che fare le rockstar, molto spesso si trasformano in abili venditori di fumo. A corredo di quanto appena affermato, sarebbero mille gli aneddoti da raccontare. Ancora adesso sembra di sentir suonare le campane a festa di quando Bono – Sua Santità – proclamò l’uscita di How To Dismantle An Atomic Bomb: “Abbiamo resettato il progetto U2 e da questo presupposto è nato l’album migliore di sempre!” In seguito, l’ascolto del cd avrebbe invece rivelato la completa mancanza d’ispirazione dei dublinesi. Nemmeno Ligabue (forse) saprebbe scrivere una canzone più brutta di Vertigo.

Che dire poi dei Rem? L’uscita di Collapse Into Now fu anticipata dalle roboanti dichiarazioni di Michael Stipe: “Abbiamo finalmente ritrovato l’antico spirito; il disco incarna alla perfezione la poetica che ci anima da sempre”. Dopo aver ascoltato l’album, più che antico quello spirito, appare vecchio e decrepito: le canzoni sono una pallida copia di quanto già espresso in passato ma tant’è.

Tornando ai “Loutallica” – nell’attesa di capire “di che morte morire” – proviamo a concentrarci sulle specifiche del progetto, ispirato da due opere dello scrittore tedesco Frank Wededkind. Lou Reed, per scrivere i testi e le musiche ha pienamente attinto da Lo spirito della terra e in parte anche da Il vaso di Pandora, ovvero la vita e le relazioni di una giovane ballerina, meglio conosciuta come Lulu Plays. E i Metallica torno a chiedere – in tutto questo – che c’entrano? A sentir loro l’album unisce le sonorità di Master of Puppets allo stile concettuale di Berlin.

Non serve altro. Se queste sono le premesse, non restano che le valutazioni del caso: comprare a scatola chiusa l’album in questione o aspettare pazienti che la cortina di fumo attorno al progetto si diradi?

Il solito dj qualunque, placidamente sdraiato alla destra del fiume Po, sta maturando la consapevolezza che molto difficilmente riuscirà a scansare le spirali di fumo gettategli in faccia dai Loutallica.

9 canzoni 9 … oltre la cortina di fumo

Lato A
Venus In Furs • The Velvet Underground
It’s a Fast Driving Rave Up (Part 1) • The Dandy Warhols
Fur Immer • Neu!
So Tonight That I Might See • Mazzy Star

Lato B
I Think I’M in Love • Spiritualized
Holes • Mercury Rev
Lord Can You Hear Me • Spacemen 3
Sugarcube • Yo La Tengo
Djed • Tortoise