Ancora una volta i leghisti del territorio sono in prima linea per criticare le azioni dei leghisti di governo. Questo pomeriggio il teatro della protesta è stato il centro della cittadina di Varese, cuore pulsante del Carroccio, amministrata da Attilio Fontana, presidente di Anci Lombardia. Fontana, assieme a qualche suo collega dei comuni limitrofi e a un manipolo di militanti, si è presentato bandieroni alla mano in una della piazze della città per urlare tutta l’indignazione della base contro una manovra giudicata iniqua e pericolosa per gli equilibri delle amministrazioni locali “e quindi anche per la gente”.

I leghisti varesini, nonostante sia ancora vivo il ricordo del tiro alla fune di quest’estate (finito con una quarantina di contusi), si sono attaccati ad una corda ed hanno trainato per qualche metro un grosso tir. Un’allegoria per significare la fatica degli enti locali nel tirare avanti trascinando il peso dello “Stato italiano”. Questa volta la croda non si è spezzata e il flash mob in salsa padana è riuscito alla perfezione.

A margine della breve manifestazione Attilio Fontana ha rilasciato dichiarazioni, ribadendo la sua forte contrarietà alla manovra fiscale e al trattamento riservato agli enti locali: “Quando si è convinti della correttezza delle proprie idee, soprattutto alla mia età – ha puntualizzato –, si va avanti verso l’obiettivo, anche se dai vertici qualcuno storce il naso”. Parole che fanno capire come le alte sfere del movimento non tutti stiano apprezzando gli sforzi e le proteste degli amministratori locali per scongiurare gli effetti di una manovra ritenuta castrante. Soluzioni, secondo il primo cittadino varesino, ci sarebbero: “Il ministro Maroni ha anche lanciato una proposta che io condivido in maniera totalitaria – ha detto -. E cioè che queste manovre possono trovare un minimo di accettabilità a condizione che le riforme accelerino in maniera esasperata. Se è vero che queste manovre devono rispondere a un’emergenza, dobbiamo approvare con gli stessi tempi emergenziali le riforme, solo allora forse si può andare a risolvere qualche problema. Ad esempio se soltanto andassimo a trattare la carta delle autonomie con le sovrapposizioni, le duplicazioni di ruolo, potrebbero venir fuori delle risorse che possono essere utilizzate. Se facessimo il discorso del federalismo fiscale completo, ci sarebbero sicuramente delle risorse. Insomma, non si può pensare di andare avanti con il vecchio Stato costoso e sprecone, con i tagli che ci sono stati fatti”.

Fontana ha poi dato appuntamento a lunedì, quando con l’Anci porterà la protesta a Roma, continuando sulla strada intrapresa qualche giorno fa a Milano, con la grande manifestazione che ha richiamato nel capoluogo lombardo i rappresentanti di quasi duemila comuni del Nord, tutti ugualmente preoccupati per le condizioni e i sacrifici imposti con i tagli agli enti locali.