Il rientro dalle vacanze, per chi ha potuto farle (tanti purtroppo hanno dovuto rinunciarvi o le hanno molto ridotte per la grave crisi economica) coincide con la ripresa del tran tran quotidiano. Il passare delle stagioni è contraddistinto da eventi che segnano indelebilmente il cambiamento: così è dovunque, più o meno sempre, e anche a Bologna.
Ci sono segni piccoli e grandi della fine dell’estate e del ritorno alle attività. Vorrei segnalare tra gli altri, l’aumento stagionale, sempre più o meno in questo periodo, del prezzo della tazza di caffè, e per assimilazione, del cappuccino, dei croissant e affini.
A Bologna è una graziosa consuetudine della quale i nostri benemeriti baristi non vogliono privarci! Così anche quest’anno, possiamo constatare il passaggio si può dire generalizzato, del prezzo da un euro ad un euro e dieci centesimi, i bar più accorsati che erano già a livello superiore sono ad uno e venti.
Ci si chiede, bolognosamente borbottando, da quali calcoli derivi quest’aumento, risulta che l’inflazione sia al dieci per cento? Non ci sembra, siamo all’uno e cinquanta, quindi al massimo il prezzo dovrebbe aumentare di un centesimo e mezzo ed invece si arrotonda di otto centesimi e passa, forse qualcuno anche tra gli amministratori pubblici dovrebbe rilevare questi automatismi del mercato e segnalare lo sproposito, ma si sa a Bologna siamo signori e non si fa questione di centesimi, anche se il totale diventano migliaia e migliaia di euro in più dalle nostre tasche a quelle dei commercianti.
Un altro segno inquivoco della fine dell’estate, è l’avvio della festa provinciale de l’Unità, altrove si chiama Festa Democratica ma qui il naming è rimasto per un’avveduta strategia di comunicazione, beh ci consola che oltre agli ottimi ristoranti, un’altra istituzione resista indomita: la pesca gigante del CEV ( inteso come Maurizio Cevenini) grande patron dello stand più famoso della festa, i nostri timori di una dissoluzione politica del patrimonio di lotta e di governo della sinistra bolognese sono fugati, anche quest’anno più splendente che mai la pesca c’è(V)!
Terzo ma non ultimo a demarcare la fine inesorabile della bella stagione, c’è la diminuzione rapida e progressiva degli spazi di parcheggio, in particolare nelle zone che quotidianamente gli automobilisti si contendono a suon di caroselli, serpentine ed a volte anche attraverso lo scontro fisico, ovvero via Riva Reno, via Irnerio, Via Gramsci e dintorni ecc. Tra tutti questo è il segnale più forte che la “festa è finita” in tutti i sensi, la folla di automobilisti assetati di spazio parcheggio che ogni santa mattina riprende disperatamente la folle corsa verso il centro, fino allo sfinimento ed al delirio, da l’avvio alla triste stagione delle piogge.
Ci sembra di aver capito che il neo assessore alla mobilità e a i trasporti, Andrea Colombo stia lavorando decisamente alla pedonalizzazione di parti significative del centro storico ed alla realizzazione di (vere) piste ciclabili, ecco forse allora può darsi che “l’inverno del nostro scontento“, i malanni della stagione fredda siano superati perchè, “s’è fatto estate sfolgorante ai raggi di questo caldo sole di York ” (Riccardo III di William Shakespeare)