Ancora esplosioni e scontri tra ribelli e lealisti durante la notte nella capitale libica. A otto giorni dall’inizio dell’offensiva gli insorti fanno sapere di aver messo in sicurezza l’aeroporto e la zona circostante. Proprio qui è stata scoperta una nuova strage compiuta dagli uomini di Gheddafi prima di fuggire: 170 cadaveri carbonizzati sono stati ritrovati in un edificio a circa trenta metri dalla base della 32esima brigata guidata da Khamis Gheddafi e conquistata ieri dagli insorti mentre avanzavano verso l’aeroporto. Gli insorti hanno, poi, diffuso la notizia che Khamis, potrebbe essere stato ucciso ieri durante scontri non lontano da Tripoli.

Questa mattina il comandante delle forze di Misurata ha annunciato che è stata conquistata Ben Jawad, cittadina costiera a 100 chilometri a est di Sirte. Tripoli, intanto, appare più tranquilla: molti negozi stanno riaprendo mentre gli abitanti ripuliscono le strade. Resta critica però la situazione negli ospedali, dove medici e infermieri non riescono a fare fronte alla drammatica situazione.

Ambigue invece le notizie riguardo alla sorte del raìs: secondo Al Jazira il suo portavoce Mussa Ibrahim avrebbe telefonato alla sede dell’agenzia Associated Press a New York dichiarando che il Colonnello si trova a in territorio libico e che sarebbe intenzionato a trattare con i ribelli per la formazione di un governo di transizione. A questo scopo avrebbe nominato suo figlio Saadi “capo delle negoziazioni”.

Intanto il quotidiano Sunday Times of Malta ha reso noto che cinque amazzoni che facevano parte della guardia scelta di Gheddafi hanno accusato il raìs e i suoi figli di stupro e violenze. In serata SkyTg24 ha divulgato la notizia che il numero due del raìs, il capo di stato maggiore del regime, si sarebbe arreso.

LA CRONACA ORA PER ORA

22.39 – Cnn: “Trovato da un nostro reporter Al Megrahi”

La tv all news Usa Cnn ha diffuso la notizia che un suo reporter avrebbe trovato Abdel Basset al-Megrahi. Il giornalista dice di aver scattato anche una foto. Al Megrahi sarebbe disteso su un letto con una mascherina per l’ossigeno. Il terrorista è l’uomo che è stato condannato per la strage di Lockerbie del 1988.

21.00 – Sky: Il numero 2 di Gheddafi abbandona il colonnello”

Secondo fonti di Sky Tg24, il braccio destro del raìs, il capo di stato maggiore del regime, avrebbe abbandonato il leader libico.

20.57 – Riparato il gasdotto che collega Libia e Italia

Il gasdotto che collega la Libia all’Italia (il “Greenstream”), è stato aggiustato. Ora riprenderà a pompare gas verso la Sicilia. La conferma arriva direttamente dal Cnt, per voce del portavoce militare del Cnt di Bengasi, Ahmed Bani.

19.07 – Insorti: “Forse ucciso figlio del raìs”

Khamis, uno dei figli del colonnello, potrebbe essere stato ucciso ieri durante scontri non lontano da Tripoli. Lo ha detto in conferenza stampa a Bengasi il portavoce militare dei ribelli.

18.42 – Lockerbie, Cnt: “Non estraderemo l’attentatore”

“Non consegneremo nessun cittadino libico all’Occidente. Al-Megrahi è già stato giudicato”, fanno sapere dal Cnt. Abdel Basset al-Megrahi è il terrorista libico condannato nel ’98 per l’attentato di Lockerbie dove sul volo Pan Am morirono 273 persone. Non sarà, dunque, riconsegnato al Regno Unito.

18.02 – Di ritorno i 3 italiani liberati e i giornalisti rapiti

Stanno tornando in Italia i tre italiani liberati pochi giorni fa dopo un mese nelle carceri libiche. Ci sono anche alcuni dei giornalisti rapiti dai lealisti e liberati dopo 24 ore. La nave è diretta a Malta dove arriverà domattina. Poi il trasferimento nel nostro paese.

17.19 – Cnt: “A Sirte negoziati non lunghi”

Nella città natale del raìs, Sirte, sono in corso negoziati tra gli insorti e i leader delle tribù per ottenere la resa della città. “I negoziati sono ancora in corso – fa sapere il Cnt – e noi vogliamo unificare la Libia al più presto” che aggiunge “non saranno infiniti”.

17.16 – Violenti combattimenti a Ragdaline

Nell’ovest della Libia sono in corso violenti combattimenti tra lealisti e insorti. Gli scontri con armi pesanti sono cominciati a metà giornata quando i ribelli sono caduti in una trappola in questa località a sud ovest di Zuara, 60 km a est della frontiera tunisina.

17.14 – Emergenza umanitaria, appello del Cnt

Il Cnt ha lanciato un appello a tutti i medici libici che lavorano all’estero a rientrare immediatamente nel paese per l’emergenza umanitaria in corso a Tripoli.

16.32 – Intatta la raffineria di Ras Lanuf

La più grande raffineria della Libia, quella di Ras Lanuf sulla costa, risulta intatta nonostante i duri scontri di questi giorni. Lo ha riferito il responsabile della stessa raffineria da 220mila barili al giorno, operata dalla società petrolifera Rasco.

16.17 – Insorti: “Liberati oltre 10mila detenuti”

Oltre 10.000 i detenuti liberati dalle prigioni libiche dopo la caduta del regime del raìs. Lo riferiscono oggi i ribelli a Bengasi precisando che dall’inizio della rivolta nelle stesse carceri erano state arrestate fino a 60mila.

16.14 – Teheran: “Abbiamo aiutato gli insorti”

“L’Iran ha fornito aiuti alla ribellione libica prima della caduta di Tripoli”. E’ quanto dichiarato dal ministro degli Esteri di Teheran Ali Akbar Salehi al quotidiano Jam-e-Jam. Salehi ha poi aggiunto: “Lo abbiamo fatto Senza troppo rumore, tre o quattro carichi di aiuti medici e umanitari a Bangasi”.

15.51 – Insorti: “Controlliamo la strada per Sabha”

I ribelli libici hanno preso il controllo dell’arteria che da Tripoli porta a Sabha. Sabha è da sempre una delle roccaforti di Muammar Gheddafi nel deserto meridionale.  L’intenzione dei ribelli è avanzare su Sabha dopo aver preso il controllo della città di Sirte.

15.01 – Riparato gasdotto per l’Europa

Il portavoce dei ribelli Ahmed Bani nel corso di una conferenza stampa a Bengasi ha annuciato che il gasdotto che collega la Libia con l’Europa è stato riparato

14.55 – Ferrero: “Situazione in Libia vergogna per l’Onu”

“Prima ha dato il via libera alla guerra e poi è semplicemente scomparsa di fronte ad una vera e propria catastrofe umanitaria, alle vendette, ai disegni delle grandi potenze che progettano di trasformare la Libia in un protettorato” ha detto il segretario del Prc -Fds Paolo Ferrero. “L’intervento delle Nazioni Unite”, ha continuato, è di pura e semplice copertura degli interessi delle potenze che con i bombardamenti hanno maturato il diritto ad acquistare petrolio a condizioni di favore”

13.58 – Tunisia riapre valico di frontiera Ras Jedir

Le autorità tunisine hanno riaperto il principale valico di frontiera verso la Libia e decine di mezzi lo hanno attraversato. Lo ha riferito un giornalista della Reuters sul posto. Gli insorti libici hanno conquistato il valico di Ras Jedir venerdì scorso, sottraendolo ai lealisti. Il passaggio controlla un’arteria di comunicazione chiave fra la Tunisia e la Libia.

13.24 “Se falliscono negoziati pronti a entrare a Sirte”

Lo ha detto il comandante dei ribelli ad Al Jazeera. Fadl Haroun ha aggiunto che “i ribelli temono soprattutto le armi chimiche di Gheddafi e i missili a lunga gittata, ma una volta che la Nato avrà spianato loro la strada entreranno su Sirte”

12.46 – “Gheddafi voleva proclamarsi dittatore”

Lo rivela la pubblicazione As-Sharq al-Awsat edita a Londra, secondo cui in caso di vittoria sugli insorti il Colonnello si sarebbe proclamato imperatore della Libia.

12.22 – Il Cnt: “Gheddafi si arrenda”. Il Ministro degli Esteri britannico: “La sua offerta è delirante”

Ali Tarhouni, responsabile del settore Finanze e Petrolio del Consiglio Nazionale di Transitorio chiarisce che “nessun negoziato è in corso” con il raìs. Intanto il responsabile degli Esteri inglese William Hague ha definito “delirante” l’offerta dell’ex dittatore di trattare la transizione.

12.20 – Partiti da Tripoli i tre italiani liberati dopo tre mesi nelle carceri di Gheddafi. Con loro anche alcuni dei giornalisti rapiti e poi rilasciati

Luca Boero, Antonio Cataldo e Vittorio Carella hanno lasciatola notte scorsa la capitale libica per fare ritorno in Italia. Si trovano a bordo di una nave che farà scalo a Malta. Insieme a loro ci sono anche alcuni degli inviati che mercoledì scorso sono stati rapiti dai lealisti e rilasciati il giorno successivo.

12.08 – Il capo dei ribelli: “più di dieci giorni per prendere Sirte”

Lo ha detto il colonnello Salem Muftah al-Refaidy, comandante degli insorti, che ha aggiunto: “Stiamo cercando di negoziare la resa della città, ma se necessario combatteremo”.

12.03 – Chavez: “Insorti nella piazza verde? Fabbricazione mediatica”

Secondo il Presidente venezuelano Hugo Chavez la presa della piazza Verde a Tripoli da parte dei ribelli è una “fabbricazione mediatica”, frutto di un “montaggio realizzato in Qatar al quale hanno partecipato attori professionisti, uno dei quali avrebbe impersonato il figlio di Gheddafi, fatto prigioniero”.

10.56 I ribelli: “Conquistata Ben Jawad”

Gli insorti annunciano di aver conquistato la cittadina costiera che si trova a 100 chilometri da Sirte, città natale di Gheddafi e baluardo della resistenza lealista.

10.51 – Nuova strage dei lealisti: 170 corpi uccisi e bruciati

I cadaveri carbonizzati di quasi duecento prigionieri sono stati trovati dalle forze dei ribelli nei pressi della base della 32esima brigata guidata da Khamis Gheddafi.

10.31 – Cinque amazzoni accusano di stupro il raìs  e i suoi figli

Il Sunday Times of Malta riferisce la denuncia di cinque donne ex componenti della guardia scelta del Colonnello: sono state violentate da Gheddafi e dai suoi figli. Le loro testimonianze saranno inserite nel dossier che sarà presentato alla Corte penale internazionale o ad altre Corti che saranno incaricate di processare il dittatore.