Più di mille parole, due esempi (assai concreti…):

1) Pensate a un processo nel quale si debba discutere della presenza o meno di una persona a un matrimonio con 200 invitati (magari come elemento di prova del rapporto di amicizia tra imputato e soggetto mafioso): fino ad oggi, una volta sentiti 3, 4 o 5 testimoni (i piú importanti e attendibili) e raggiunto un convincimento, il giudice poteva revocare la citazione di ulteriori testi in quanto superflui. Domani, grazie al processo lungo, il difensore potrebbe obbligare il giudice a sentirsi tutti e duecento testimoni (con relativi immani tempi e costi anche per la citazione);

2) Ipotizziamo, tanto per dire, che Tizio sia stato definitivamente condannato per aver dato falsa testimonianza; oggi accade che si stia processando il correo Caio (magari perché una norma poi dichiarata incostituzionale aveva bloccato il procedimento contro di lui) per stabilire se abbia pagato Tizio per dire il falso. Finora il giudice non sarebbe partito da zero: la sentenza definitiva contro Tizio viene acquisita e il processo potrà concentrarsi sugli elementi di prova che riguardano la responsabilitá di Caio. Domani, grazie al processo lungo, si dovrà rifare tutto il processo, ripetendo le prove relative anche alla falsa testimonianza, non potendosi più usare la sentenza definitiva.

Buonanotte al processo in tempi brevi.
Buonanotte al principio di ragionevolezza e al processo giusto.
Buonanotte alla fiducia del sistema negli accertamenti processuali.
Buonanotte ai pochi che ancora patteggiano e fanno gli abbreviati (evitando il collasso della giustizia penale): domani tutti a processo perché tanto le speranze di vederlo prescriversi si alzano iperbolicamente (ergo, collasso della giustizia!)

Buongiorno a processi infiniti, interminabili, sicuramente prescritti.
Buongiorno a nuovi impuniti.
Buongiorno ai furbetti e a chi si può pagare avvocati per infiniti e vincenti processi.

Se il processo lungo divenisse legge, la giustizia penale non sarebbe più degna di questo nome. Aggiungete a questo la prescrizione breve già in vigore (e quella brevissima ancora in discussione). Lascia senza parole il solo fatto che se ne debba discutere (la Corte Costituzionale non potrà non intervenire, ma questa prospettiva lontana non consola).

Il nuovo ministro della giustizia vuole davvero esordire il suo mandato con una scelta tanto irragionevole e incostituzionale? Piuttosto che preoccuparsi del fantomatico scontro tra magistrati e politica (ovvero dei magistrati che fanno indagini su politici che commettono reati!?), sarebbe il caso di fare qualcosa perché la legalità non scompaia. O almeno non fare nulla per spingerla sotto mentre si trova con l’acqua alla gola.