Oltre cinque milioni e mezzo di euro di multa per aver cercato – fortunatamente senza successo – di violare le regole della concorrenza e alterare lo svolgimento di una gara pubblica per l’acquisto di apparecchiature per la risonanza magnetica.

E’ questa la sanzione che l’Autorità Garante per la concorrenza ed il mercato ha comminato a Alliance Medical S.r.l, Toshiba Medical Systems Italia S.r.l, Philips S.p.A e Siemens S.p.A all’esito di un’istruttoria nel corso della quale è emerso che le quattro società – leader nel mercato italiano della produzione e vendita di apparecchiature elettromedicali di diagnostica per immagini e della fornitura di assistenza e manutenzione post-vendita [n.d.r. le quattro detengono, complessivamente, una quota di mercato pari al 68%] – avevano raggiunto un’intesa in danno dei concorrenti, spartendosi, nella sostanza, la fornitura oggetto della gara a fronte di reciproci “patti di non belligeranza”.

Il tutto, ovviamente, in danno della concorrenza e della So.Re.Sa. – la società regionale per la sanità campana – che aveva bandito la gara.

Oltre otto milioni di euro, il bottino – rappresentato dal corrispettivo della fornitura dei dispositivi di diagnostica e dei necessari servizi di manutenzione ed assistenza – al quale le quattro “furbette” ambivano con il loro ingegnoso – ma non abbastanza – piano.

Secondo l’Autorità Garante, Siemens e Alliance avrebbero partecipato alla gara, in Associazione Temporanea di impresa per la fornitura diretta delle tre apparecchiature per le quali era previsto l’acquisto, mentre Philips e Toshiba avrebbero sub-fornito ad Alliance le rimanenti quattro apparecchiature da noleggiare.

Sempre stando a quanto accertato dall’Agcom, In virtù dell’intesa, Toshiba e Philips hanno, dal canto loro, rinunciato a partecipare direttamente alla gara mentre Siemens e Alliance hanno costituito un’Associazione Temporanea di Impresa contando sulla conoscenza delle strategie commerciali dei concorrenti.

Una storia uguale a tante anche se, per una volta, a lieto fine in cui le magnifiche quattro del mercato della fornitura di apparecchi di diagnostica per mettere le mani illecitamente su poco più di otto milioni di euro, si sono viste condannare a pagarne oltre cinque e mezzo.

Quasi quattro milioni di euro la multa più salata comminaa a Philips, oltre un milione quella per Siemens mentre rispettivamente quasi 350 mila euro per Alliance Medical e 150 mila per Toshiba Medical Systems.

Non resta che sperare che la lezione dell’Antitrust sia di esempio ad altri aspiranti furbetti e spinga il sistema imprenditoriale ad accettare, almeno nei pochi mercati ove è astrattamente ancora possibile, che la concorrenza faccia il suo gioco.