Una lite tra ragazzi sfociata prima in rissa e poi in omicidio ha sconvolto oggi pomeriggio Sovico, piccolo centro in provincia di Monza. La vittima è un italiano che aveva compiuto 18 anni a febbraio, Lorenzo Cenzato. Il presunto aggressore è invece un minorenne originario dell’Ecuador, rintracciato dai carabinieri qualche ora dopo il delitto e subito trasferito in caserma a Biassono.

Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, nel primo pomeriggio nel parco comunale vicino alla palazzina del Cai, di fronte alla biblioteca del paesino di 8.000 abitanti, in viale Brianza, c’è un gruppo di 4-5 ragazzi che discute. Secondo alcuni testimoni, i ragazzi stanno giocando a carte. Secondo altri, invece, stanno discutendo animatamente per altri motivi. A un certo punto l’ecuadoregno prende una bottiglia, la spacca e colpisce Lorenzo Cenzato tranciandogli la carotide. Il ragazzo cade a terra, alcune persone dal giardino di fronte, vicino al palazzo municipale, chiamano i soccorsi. Arrivano l’ambulanza e l’elicottero del 118, poco dopo anche il sindaco di Sovico, Alfredo Colombo, che vede il ragazzo ancora vivo ma ormai agonizzante. Pochi minuti e Lorenzo muore.

I carabinieri, guidati dal capitano D’Ambrosio, rintracciano subito i protagonisti della rissa e li interrogano per ore nella caserma di Biassono. Non tutte le ricostruzioni coincidono, ma alcune testimonianze, come quella di una dipendente comunale, risulteranno alla fine decisive. Così i militari si mettono sulle tracce di un ecuadoregno minorenne, rintracciato verso le 20 a poca distanza dal luogo del delitto.

Intanto il sindaco va a casa dei genitori di Lorenzo e li informa della tragedia. “Era amico di mio figlio – racconta il primo cittadino – giocavano a basket insieme, l’ho visto crescere. Era un ragazzo esuberante, ma nessuno poteva immaginare nulla del genere. Domani parlerò con la giunta, quasi certamente decideremo di proclamare il lutto cittadino”.

I genitori e la sorella maggiore, 24enne, sono distrutti. Chi ha sentito il padre, Renato Cenzato, riferisce la rabbia dell’uomo che vuole sapere cosa è successo e che ripete che “questo non è il momento del perdono”.

Parenti e amici vanno in viale Brianza, dove c’è ancora a terra il cadavere del ragazzo. Qualcuno piange, ma a prevalere è un dolore composto. L’ultimo delitto, a Sovico, risaliva al 1997, quando un uomo uccise la moglie. “Gli immigrati, qui, sono soprattutto romeni e ucraini – racconta il sindaco – Sono integrati, tranquilli, non hanno mai dato problemi, lavorano tutti”.

Sul posto arrivano il medico legale, il pm di turno della Procura di Monza, Stefania Di Tullio, e un magistrato della Procura per i minorenni. Insieme ai carabinieri, toccherà a loro far luce su un omicidio che sembra frutto di un semplice lite ma che potrebbe nascondere altri motivi.