Già gli era andata male con un ricatto a sfondo sessuale nell’ottobre 2010 ed ora si ritrova in manette per una maxi evasione fiscale. Il 48enne imprenditore riminese Alessandro Agostini, titolare della Titan Lampo, è finito di nuovo agli arresti per frode fiscale, omessa dichiarazione e occultamento delle scritture contabili.

Agostini, titolare di due società operanti nel settore del commercio all’ingrosso di componenti elettroniche in provincia di Rimini, avrebbe emesso e contabilizzato fatture per operazioni inesistenti, sottraendo alla tassazione fiscali qualcosa come oltre 11 milioni di euro, emettendo fatture false per 4 milioni di euro e 5 milioni per evasione dell’imposta sul valore aggiunto.

Oltre ad aver occultato le scritture contabili, l’imprenditore si è reso irreperibile durante le fasi del controllo, ostacolando gli accertamenti della Finanza. Procura e fiamme gialle, vista l’entità dell’evasione e per il concreto pericolo di reiterazione del reato hanno consentito l’adozione della misure cautelare della custodia in carcere. Le forze dell’ordine hanno così setacciato per ore vari luoghi del litorale rimenesi che Agostini frequenta, fino a quanto l’hanno rintracciato, domenica mattina, in uno stabilimento balneare e arrestato.

L’imprenditore della Titan Lampo era già finito agli arresti non più di dieci mesi fa per  una torbida vicenda che lo ha visto coinvolto in una storia di ricatti a sfondo sessuale nei confronti di un imprenditore sammarinese. Oggetto della minaccia, alcuni scatti bollenti in cui l’uomo d’affari veniva ritratto in compagnia di una donna. Fotografie compromettenti che sarebbero potute sparire per una cifra attorno ai 500mila euro. Ideatore del ricatto il figlio dell’imprenditore e tra gli organizzatori del reato sempre il buon Agostini.

(d.t.)