Nessuno sa esattamente quanti abitanti ci siano a Ozzano Emilia, quanti siano gli appartamenti nuovi invenduti, quando verrà discusso il nuovo Psc (Piano strutturale comunale), quanto e come e dove si costruiranno le prossime case.

Paolo Nori, scrittore reggiano, che a Ozzano aveva fatto una vacanza all’agriturismo Dulcamara, aveva paragonato proprio Ozzano a Twin Peaks (“Noi la farem vendetta”, Feltrinelli 2006 ). Ma che mancasse il minimo di trasparenza sulle possibilità di espansione edificatoria, che va anche sotto il nome di cementificazione, non lo avrebbe immaginato proprio nessuno. Abbiamo spulciato allora tra i file del sito del comune di Ozzano e qualcosa ne viene fuori. Due sigle per cominciare: RU6 e RU5. Che non sono pillole anticoncezionali, ma forse le zone geografiche di Ozzano nelle quali si costruirà. Tutto dipende dalla discussione in consiglio comunale sul Psc. Ma chi un computer non ce l’ha? Paolo Nori avrebbe una risposta.

Per chi invece ha la possibilità di andare su internet, sul sito del PSC di Ozzano Emilia, scrivendo “PSC Valle dell’ Idice”, poi su SIT, poi su Quadro conoscitivo, poi su Previsioni insediative, delimitati con un colore di riferimento, si possono vedere i siti di possibile futura cementificazione.

Troviamo così tutta la grande area a est del capoluogo, con l’ azienda ARPA, la ex C.O.M.E.T., l’ attuale Pelliconi e una serie di aziende minori. Tutta l’ area ha proporzioni gigantesche, la cui cubatura edificatoria è inimmaginabile. Basti pensare che la Pelliconi, per la quale è previsto lo spostamento nella zona industriale di Ponte Rizzoli, è talmente grande che al suo interno, i materiale di produzione scorrono su piccoli vagoni su una rotaia che collega i vari stabilimenti.

Tutta questa zona viene definita nel PSC come RU6 ed è adiacente alla nuova Coop. L’ altra zona che verrà urbanizzata invece, è l’area dell’ ex Macello e della ex Cartiera da macero, una grande area in via S. Andrea, dove anche qui, la capacità edificatoria ha notevoli dimensioni. Anche quest’ area confina con l’altro lato della nuova Coop.

Quest’ area viene definita RU5. Ma a coronare tutto questo grande matrimonio tra cemento e disservizi, arriva l’ area della ex Sinudyne. Nel 2005 l’ azienda di televisori chiuse licenziando 150 lavoratrici e lavoratori, ma l’ impegno tra l’ amministrazione comunale e la proprietà fu quello di non urbanizzare e di non speculare l’ area. Oggi, a distanza di soli sei anni, l’ azienda è in fase di smantellamento del tetto in amianto. Niente da preoccuparsi, se non fosse che il colore dell’ area, sulla mappa del PSC, indica un futuro insediamento urbano. Definito RU1.

Nessuno sa esattamente cosa sorgerà su queste aree. Nessuno sa che fine faranno per esempio i lavoratori delle aziende che sono su queste aree. Visto che tutte le fabbriche del capoluogo che vennero trasformate in zone edificabili, chiusero le attività lasciando a casa centinaia di lavoratori Sinudyne, Calderini, OEB, FEV. I file del sito del comune alla voce PSC, non spiega le cubature, le cifre e le entità edificatorie.

Eppure, proprio sul sito del comune di Ozzano si parla moltissimo di partecipazione dei cittadini, ma per ora ha partecipato solo il signor nessuno. La notizia potrebbe finire qui. Invece no. Suggeriamo di consultare il sito del Comune di Ozzano Emilia, seguendo queste indicazioni: digitate sul sito comunale ozzanese al link: Pianificazione territoriale-Urbanistica, poi digitate su Strumenti di pianificazione territoriale comunale PSC/POC/RUE, poi digitate su Elaborati RUE, e tutto sarà finalmente trasparente a tutti.

Noterete sotto un colore predefinito, l’area agricola da via Olmatello a ovest, fino a via dello Sport a est, dalla ferrovia a nord, fino alla via Emilia a sud, tutta l’ area destinata a possibili edificazioni. Un’area di decine di ettari, grande tanto quanto il capoluogo, che potrebbe portare il numero di abitanti, a circa trentamila in pochi anni.

Giuliano Bugani